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La sociopatia è un disturbo psichiatrico che insorge durante l’infanzia e che rientra nei disturbi di personalità. Si tratta di una condizione che comporta la comparsa di diversi sintomi, relativi alle capacità di adattamento del soggetto alle norme sociali e alle modalità con cui il sociopatico instaura relazioni con gli altri. Nonostante la causa specifica della sociopatia non sia ancora del tutto chiara, si pensa che possa essere il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali. Continua a leggere per scoprire cos’è la sociopatia, quali sono i sintomi principali, le varie tipologie e i diversi trattamenti disponibili.

La sociopatia, definita in campo psichiatrico “disturbo antisociale di personalità”, è una patologia caratterizzata dal disprezzo dell’individuo per la società nel suo insieme e dall’incapacità di adattarsi agli standard etici e comportamentali della propria comunità di appartenenza. Tale disturbo comporta una costante avversione per le leggi e le regole, con conseguente propensione a violarle spesso, senza presentare il minimo ripensamento. Inoltre, è caratterizzata da forte impulsività, tendenza all’ira alla minima provocazione e scarsa capacità di provare empatia verso gli altri o di stringere legami affettivi.

La personalità sociopatica può presentare una serie di sintomi diversi, che riguardano le modalità in cui il soggetto entra in relazione con gli altri e il livello di adattamento agli standard morali ed etici della propria comunità socio-culturale di appartenenza. Tra questi, ricordiamo:

  • Incapacità di riconoscere i diritti delle altre persone e le norme e le regole della società;
  • Tendenza a violare le leggi e gli standard morali ed etici della comunità di appartenenza, con conseguenti comportamenti criminali, come molestie, distruggere la proprietà altrui, furti, truffe e quant’altro;
  • Assenza di senso di colpa;
  • Insensibilità e scarsa empatia;
  • Tendenza ad assumere comportamenti disonesti e manipolativi, per sfruttare gli altri o per piacere personale;
  • Forte impulsività, comportamenti pericolosi per sé stessi e per gli altri e disregolazione emotiva;
  • Elevata irritabilità, aggressività e violenza, alla minima provocazione;
  • Rabbia e disprezzo verso gli altri;
  • Bassi livelli di tolleranza della frustrazione, talvolta noia;
  • Incapacità di pianificazione, difficoltà di mantenimento del lavoro e problemi economici;
  • Relazioni tossiche e sado-masochistiche, basate sulla coercizione e sul potere;
  • Presenza di disturbi della condotta prima dei 15 anni di età, come frequenti aggressioni verso persone o animali, furti, menzogne, gravi violazioni delle regole e quant’altro.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Le cause della sociopatia possono essere molteplici e sono riconducibili alla combinazione di più fattori. Infatti, gli esperti credono che sia la predisposizione genetica che situazioni ed esperienze di vita siano responsabili dell’insorgenza del disturbo. In particolare, tra i fattori scatenanti e predisponenti, troviamo:

  • Genetica ed ereditarietà: i soggetti con un familiare stretto che soffre di disturbo antisociale di personalità hanno una maggiore probabilità di soffrirne a loro volta;
  • Modificazioni cerebrali: alcuni cambiamenti nelle funzioni del cervello possono essere responsabili dello sviluppo del disturbo;
  • Presenza di disturbo di condotta o deficit di attenzione e iperattività nei primi 10 anni di vita sembra aumentare il rischio di disturbo antisociale di personalità;
  • Fattori ambientali: come storia di abusi o negligenza durante l’infanzia o vita familiare instabile e violenta in età infantile.

Gli studi, inoltre, hanno dimostrato che il disturbo antisociale di personalità ha maggior incidenza negli uomini rispetto alla sociopatia femminile, con un rapporto di 3:1.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.

Le persone che soffrono di sociopatia o disturbo antisociale di personalità possono essere divise in quattro categorie, quali:

  • Sociopatici comuni: non provano vergogna e hanno una morale distorta. In genere, si spostano spesso e hanno rapporti sessuali frequenti.
  • Sociopatici alienati: hanno una bassa capacità di amare ed empatizzare. Non amano socializzare e preferiscono affezionarsi ad oggetti piuttosto che alle persone. Solitamente, sono misantropi e odiano la società.
  • Sociopatici aggressivi: sono sadici al lavoro e nei rapporti sessuali. In genere, ambiscono a posizioni di potere e possono provare piacere nel torturare gli animali.
  • Sociopatici dissociali: sono disposti ad adattarsi alle regole di un gruppo, purché esse implichino la violazione della legge.

Disclaimer: l’elenco fornito potrebbe non essere esaustivo.

La sociopatia è caratterizzata da un comportamento scorretto permanente. Infatti, le persone sociopatiche tendono ad essere false, ingannatrici, impulsive e manipolatrici. Ignorano le responsabilità e, nel peggiore dei casi, sono prive di coscienza. In linea generale, le caratteristiche principali di un sociopatico sono:

  • Mancanza di empatia: il sociopatico non è in grado di empatizzare con gli altri, motivo per cui non prova alcun rimorso per le proprie azioni;
  • Relazioni difficili: il sociopatico ha difficoltà a creare legami emotivi con gli altri, cosa che lo porta a stringere relazioni instabili e caotiche. Infatti, in genere, tende a sfruttare gli altri e i rapporti che instaura per servire i propri scopi, attraverso l’inganno, l’intimidazione e la coercizione;
  • Inganno: il sociopatico è disonesto e ingannevole. Infatti, si sente a proprio agio mentendo, nel tentativo di ottenere ciò che vuole. Inoltre, tende ad abbellire la verità quando gli fa comodo;
  • Manipolazione: il sociopatico cerca di sedurre gli altri per i propri vantaggi o per divertimento. Nonostante possano risultare carismatici, non tutti i sociopatici lo sono;
  • Insensibilità: alcuni sociopatici possono risultare violenti, altri aggredire verbalmente. Tuttavia, tendono a mostrare una fredda indifferenza nei confronti degli altri;
  • Ostilità: il sociopatico non solo è ostile verso gli altri, ma tende a interpretare anche il comportamento altrui come ostile, cosa che lo porta a cercare vendetta;
  • Irresponsabilità: il sociopatico ignora le proprie responsabilità sociali e finanziarie. Per esempio, è comune che non paghi le bollette, che si assenti spesso dal lavoro o che venga meno ai propri obblighi sociali;
  • Impulsività: il sociopatico è incapace di pianificare qualcosa in anticipo o di attenersi ad un dato programma, il che lo porta ad agire impulsivamente. Questi soggetti prendono decisioni senza pensare alle conseguenze continuamente;
  • Comportamenti rischiosi: il sociopatico si trova spesso coinvolto in comportamenti ad alto rischio. Infatti, tende a preoccuparsi poco o per niente per la sicurezza di sé stesso o degli altri. Ciò può tradursi nel consumo eccessivo di alcolici, abuso di sostanze, gioco d’azzardo impulsivo, rapporti sessuali non protetti, hobby pericolosi, attività criminali e quant’altro.

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Secondo il DSM-5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentale – 5° edizione), il disturbo antisociale di personalità, per essere diagnosticato, deve sottostare ai seguenti criteri:

  • Il soggetto mostra inosservanza e violazione dei diritti delle altre persone fin dall’età di 15 anni, che si manifesta con almeno 3 dei seguenti elementi:
    • Incapacità di conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda il comportamento legale, con il ripetersi di condotte suscettibili all’arresto;
    • Disonestà, ossia il soggetto mente, usa falsi nomi o truffa gli altri;
    • Impulsività o incapacità di pianificazione;
    • Irritabilità e aggressività;
    • Inosservanza della sicurezza propria o altrui;
    • Irresponsabilità, ossia incapacità di far fronte a obblighi finanziari o di frequentare il lavoro con continuità;
    • Scarsa capacità di provare rimorso;
  • Il soggetto ha almeno 18 anni;
  • Presenza di un disturbo della condotta, che ha inizio prima dei 15 anni;
  • Il comportamento antisociale non si manifesta esclusivamente durante episodi maniacali o nel decorso della schizofrenia.

L’esperto, poi, eseguirà una diagnosi differenziale, per escludere la presenza di altri disturbi con sintomatologia simile, come disturbo narcisistico di personalità, disturbo borderline di personalità e disturbo schizoide di personalità. In questi ultimi, per esempio, non è presente la mancanza di rimorsi.

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I soggetti con personalità sociopatica raramente chiedono l’aiuto di un professionista, in quanto hanno scarsa consapevolezza della propria condizione e delle proprie modalità relazionali disfunzionali. Di fatto, credono che i propri comportamenti e idee siano perfettamente normali per la propria persona e che, quindi, non vadano cambiati. In alcuni casi, i sociopatici si indirizzano verso la psicoterapia per trattare altri disturbi, come la depressione, l’ansia, l’abuso di sostanze e quant’altro, permettendo al terapeuta di formulare la diagnosi di disturbo antisociale di personalità. In altri casi, invece, i sociopatici accedono ai servizi psicologici a seguito di problemi di natura legale.

Il trattamento di elezione per la sociopatia è la psicoterapia, che può intervenire su più livelli per gestire l’impulsività, la disregolazione emotiva e comportamentale, nonché i pensieri e comportamenti disadattivi del soggetto. La psicoterapia ha l’obiettivo di promuovere il riconoscimento dei propri stati emotivi dannosi per sé e per gli altri. L’intervento psicologico aiuterà il paziente ad acquisire maggiore consapevolezza delle conseguenze delle proprie azioni, a imparare ad assumersi le proprie responsabilità nelle relazioni interpersonali e a gestire in modo ottimale l’impulsività. Sono fondamentali anche interventi specifici per la gestione della rabbia, così da ridurre i comportamenti violenti e la violazione dei diritti degli altri.

In determinati casi, la terapia farmacologica viene indicata come trattamento complementare per gestire la sintomatologia del disturbo, come sbalzi d’umore, ansia, aggressività e quant’altro. In genere, vengono prescritti stabilizzatori dell’umore, antidepressivi o antipsicotici.

A livello familiare, invece, possono essere utili interventi di psicoeducazione e di supporto psicologico, così da istruire la famiglia circa la natura della patologia e supportarla nella gestione dei comportamenti disadattivi del sociopatico.

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