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La ninfomania è una condizione psicopatologica caratterizzata da pensieri ricorrenti e fantasie sessuali intrusive, associate alla perdita di controllo degli impulsi e dei comportamenti sessuali. Il soggetto presenta, quindi, una dipendenza dal sesso, che si traduce nella messa in atto di comportamenti promiscui e a rischio. Generalmente, nelle ninfomani, l’attività sessuale funge da risposta a stati d’animo spiacevoli o da strategia per ridurre lo stress. Tali comportamenti disfunzionali e autodistruttivi compromettono il funzionamento sociale, lavorativo e relazione del soggetto, nonché la propria qualità di vita. Continua a leggere per sapere cosa è la ninfomania, quali sono i sintomi, le cause, le conseguenze e le opzioni di trattamento.

La ninfomania, detta anche ipersessualità femminile, è un disturbo psichiatrico caratterizzato da una dipendenza morbosa per il sesso e un desiderio irrefrenabile e insaziabile, che comportano l’avere rapporti sessuali frequenti e con più partner, nonché praticare assiduamente l’autoerotismo. Ma cosa vuol dire essere ninfomane? Ninfomania è il termine che viene utilizzato per definire tale comportamento compulsivo delle donne nei confronti dell’attività sessuale in generale.

La donna non ha, quindi, rapporti sessuali con lo scopo di provare piacere o di concepire un figlio, ma sono il risultato di una mera compulsione, a cui non riesce a sottrarsi. Non ha il controllo sui propri impulsi o sulla propria sessualità e, nonostante le gravi ripercussioni sulla propria vita sociale, lavorativa o privata, non riesce ad interrompere tali comportamenti patologici.

L’ipersessualità femminile presenta numerosi sintomi, tra cui il principale è rappresentato dalla ricerca continua e ossessiva del rapporto sessuale. Infatti, l’impulso sessuale e lo stato di eccitazione sono una costante. Tuttavia, la donna ninfomane non riesce ad appagare e soddisfare tali bisogni, nemmeno a seguito del rapporto intimo. Infatti, il sesso diventa un atto meccanico, totalmente impersonale e privo di coinvolgimento emotivo.

Tra i sintomi dell’ipersessualità femminile, possiamo ricordare:

  • Ricerca dell’attività sessuale in continuazione, senza preoccuparsi del luogo o del compagno;
  • Eccitazione erotica esagerata e incontrollabile;
  • Frequenti partner occasionali;
  • Assenza di un’autentica soddisfazione durante il rapporto sessuale. La donna ninfomane può non riuscire a raggiungere l’orgasmo e, anche quando lo raggiunge, può volerne subito un altro;
  • Desiderio insaziabile e inappagabile;
  • Accumulo di sex toys;
  • Dedicare molto tempo alla visione di materiale pornografico;
  • Svalutazione del partner. La donna ninfomane tende a trattarlo come un semplice oggetto, utile a placare il proprio desiderio;
  • Assenza di coinvolgimento personale ed emotivo durante l’atto sessuale;
  • Trascurare il lavoro, lo studio, la famiglia, gli amici e preferire il sesso a qualsiasi altra attività;
  • Perdita di qualsiasi freno inibitorio;
  • Tendenza alla masturbazione compulsiva.

Per quanto riguarda l’orgasmo, esistono due tipi di donne ninfomani. Da un lato, vi sono quelle che riescono a raggiungere l’orgasmo facilmente e, quindi, ne vogliono sempre di più. Dall’altro, invece, vi sono donne che non arrivano mai all’apice del piacere, motivo per cui restano bloccate nel tentativo di raggiungerlo, finendo così per praticare l’atto sessuale fino allo sfinimento. Spesso, tendono ad attribuire la ragione della propria insoddisfazione al partner, cosa che le spinge a cambiarlo di frequente. Tuttavia, non prendono mai in considerazione l’idea che tale inappagamento sia dovuto al proprio disagio psicologico.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.

Considerando che la ninfomania non viene riconosciuta come un disturbo mentale ufficialmente classificato, in quanto è stata tolta dal DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali) negli anni ’90, gli esperti hanno orientamenti diversi circa le cause dell’ipersessualità femminile.

Per alcuni, la ninfomania deriva da un disturbo d’ansia, causato dalla paura di instaurare relazioni stabili, che la donna considera negative. Di conseguenza, i rapporti si riducono alla mera sfera sessuale, per evitare di approfondire la conoscenza e creare legami più intimi, che il soggetto non saprebbe come gestire.

Altri esperti credono che lo sviluppo della ninfomania sia dovuto a traumi subiti durante l’infanzia, l’adolescenza o, generalmente, durante il vissuto del soggetto. Si tratta, per esempio, di abusi sessuali o violenza fisica. In altri casi, la ninfomania può essere espressione di disturbi psichiatrici sottostanti, come i disturbi di personalità, il disturbo ossessivo-compulsivo o il disturbo bipolare.

Un altro orientamento sostiene che il meccanismo alla base dell’ipersessualità femminile sia lo stesso di altre forme di dipendenza, come quella da sostanze stupefacenti, alcol, farmaci, gioco e quant’atro. In questi casi, la donna si rifugerebbe nell’atto sessuale per sfuggire al proprio disagio emotivo e psicologico. Così il sesso diventerebbe uno strumento per gestire ansia e stress, nel tentativo di provare benessere e sollievo temporaneo.

In tutti i casi, sembra esserci una motivazione di natura psicologica alla base del disturbo.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.

La ninfomania comporta numerose ripercussioni negative sulla vita sociale, familiare, affettiva e professionale della donna. In particolare, il soggetto incorre in:

  • Elevato stress fisico;
  • Deterioramento delle relazioni sociali;
  • Diminuzione della memoria a breve termine e di sintesi;
  • Compromissione delle abilità cognitiva, quali intuito, astrazione, creatività e concentrazione;
  • Svalutazione di sé, tristezza, malinconia, depressione, irrequietezza e altri sentimenti di vuoto e sconforto;
  • Tendenza all’isolamento sociale;
  • Compromissione delle normali relazioni sessuali. Per esempio, la donna cerca di replicare con il proprio partner uno schema osceno e disfunzionale.

Come abbiamo già menzionato, le conseguenze della ninfomania possono manifestarsi sia a livello fisico, che psicologico, che sociale. Nel dettaglio:

  • A livello fisico, l’ipersessualità femminile aumenta le probabilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, come candida, clamidia, papilloma virus, AIDS e quant’altro. Inoltre, incrementa il rischio di sviluppare disfunzioni sessuali;
  • A livello psicologico, la ninfomane può incorrere in ansia, sensi di colpa e vergogna. Alcune donne reagiscono con comportamenti aggressivi, altre con stati depressivi;
  • A livello sociale, la ninfomane, che dedica tutte le proprie energie e risorse all’attività sessuale compulsiva, finisce per isolarsi da amici e parenti, compromettendo anche la performance professionale;
  • A livello economico, la ninfomania comporta ripercussioni anche sulle finanze della donna, in quanto impiega sempre più denaro nell’acquisto di contenuti pornografici e sex toys, nonché può usufruire di servizi di sesso a pagamento.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Una ninfomane può presentare diverse caratteristiche relative ai propri pensieri e comportamenti. Tra queste, possiamo menzionare:

  • Ha fantasie, impulsi e comportamenti sessuali ripetuti e intensi, che occupano molto tempo e che richiedono il dispendio di molte energie. Sente che tali impulsi sono fuori dal suo controllo.
  • Usa il sesso per fuggire da altri problemi psicologici, come l’ansia, la depressione, lo stress e quant’altro, e per colmare un senso di vuoto emotivo o altre ferite del passato, come traumi o abusi.
  • Continua a mettere in atto comportamenti sessuali compulsivi e disfunzionali nonostante sia consapevole delle conseguenze negative che essi hanno sulla propria vita. Queste potrebbero includere: perdere il lavoro, interrompere una relazione importante, isolarsi dalla famiglia e dagli amici, avere problemi finanziari, contrarre o trasmettere malattie sessualmente trasmissibili e quant’altro.
  • Presenta grosse difficoltà a creare e a mantenere rapporti stabili, duraturi e sani.
  • Tende ad attuare comportamenti sessuali disfunzionali, per alleviare la tensione o per soddisfare determinati bisogni, ma in seguito si sente in colpa o prova profondo rimorso.
  • Ha poca considerazione del proprio partner e tende ad attribuirgli la causa della propria insoddisfazione.
  • Può arrivare a praticare l’autoerotismo numerose volte al giorno o avere rapporti sessuali molto frequenti con diversi partner sessuali occasionali.
  • Può incorrere in situazioni pericolose pur di soddisfare i propri impulsi, come intrattenersi con persone poco raccomandabili, e attuare comportamenti a rischio, come avere rapporti non protetti.
  • Presenta una vera e propria dipendenza dal sesso e non perde occasione per praticare qualsiasi tipo di attività sessuale.
  • Presenta tratti di esibizionismo e voyeurismo;
  • Fa largo uso di materiali pornografici;
  • Può usufruire di servizi di sesso a pagamento o prostituirsi;
  • Presenta desiderio incontrollabile, irrefrenabile e insaziabile.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.

Le opzioni di trattamento dell’ipersessualità femminile sono molteplici. L’operatore sanitario, per stabilire se si tratta di un comportamento sessuale compulsivo, può porre al soggetto diverse domande riguardanti i propri impulsi, le fantasie e i comportamenti sessuali, l’impatto e le conseguenze di tali atteggiamenti sulla propria vita. inoltre, potrebbe richiedere informazioni riguardanti la storia medica, psicologica e familiare del paziente. Nel caso in cui sospettasse di un altro disturbo psichiatrico, potrebbe formulare una diagnosi differenziale, al fine di escluderlo.

In linea generale, i trattamenti per la ninfomania possono comprendere:

  • Terapia cognitivo-comportamentale: si tratta di un approccio di natura psicologica che aiuta il soggetto ad identificare i fattori scatenanti del disturbo, i modelli di pensiero disfunzionali e i comportamenti disadattivi legati all’ipersessualità. Lo scopo di questa terapia è quello di trasformare i pensieri e i comportamenti disfunzionali in altri più sani e adattivi. Il terapista può servirsi di diverse tecniche, quali la ristrutturazione cognitiva, la desensibilizzazione, le tecniche di rilassamento, l’esposizione allo stimolo e quant’altro.
  • Psicoeducazione: è volta ad istruire il paziente (talvolta, anche la famiglia) circa la natura della condizione e a ridurre eventuali pregiudizi e vergogna legati ad essa. Una volta che il soggetto sa di potersi aprire in un ambiente sicuro, protetto e non giudicante, come quello della psicoterapia, è possibile riuscire ad investigare e ad esplorare i comportamenti disfunzionali messi in atto, per poi attuare delle strategie di coping con la finalità di affrontare il disturbo e ridurre il suo impatto nella quotidianità.
  • Terapia farmacologica: in alcuni casi, lo specialista potrebbe prescrivere dei farmaci per trattare le patologie sottostanti, se presenti. Nel caso dei disturbi d’ansia o della depressione, per esempio, lo psichiatra può consigliare degli ansiolitici o degli antidepressivi, per ridurre le manifestazioni sintomatologiche.
  • Terapia di gruppo: può essere utile per sviluppare e apprendere nuove strategie di coping per affrontare la condizione e migliorare la propria qualità di vita. Inoltre, la terapia di gruppo aiuta il paziente a non sentirsi solo, sbagliato o inappropriato, in quanto può condividere le proprie preoccupazioni con altre persone che soffrono del medesimo disturbo.
  • Terapia familiare: può essere di supporto e integrare la terapia individuale. In queste sedute, che si hanno con la famiglia, ma in presenza dello psicoterapeuta, il paziente può imparare a migliorare la comunicazione con i familiari, le relazioni interpersonali e approfondire alcuni aspetti dell’intimità di coppia.

Nel caso si sospetti di soffrire di ninfomania, dipendenza dal sesso o altri comportamenti sessuali patologici, è indispensabile rivolgersi ad un esperto. Il professionista, dopo aver analizzato la situazione del paziente, saprà indicare qual è il miglior piano terapeutico per il singolo caso.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Oltre al supporto psicologico fornito dai professionisti del settore, è possibile attuare alcune strategie per migliorare il rapporto con la sessualità, così da migliorare la propria qualità di vita. Per imparare a gestire l’ipersessualità, è necessario imparare a prendersi cura di sé stesse, attraverso diversi modi, quali:

  • Stabilire una routine giornaliera, da rispettare;
  • Seguire una dieta varia e bilanciata;
  • Essere onesti e aperti riguardo i propri pensieri, emozioni e comportamenti, senza giudicarsi;
  • Acquisire maggiore consapevolezza dei fattori scatenanti e, se possibile, cercare di ridurli;
  • Restare in contatto con le persone care, evitando di isolarsi;
  • Tenere aperta la comunicazione e il dialogo;
  • Stabilire una routine del sonno regolare, andando a dormire e svegliandosi circa alla stessa ora ogni giorno;
  • Partecipare a gruppi di supporto;
  • Portare a termine i propri compiti quotidiani;
  • Ridurre il materiale pornografico a disposizione;
  • Cercare di controllare gli impulsi;
  • Praticare sport regolarmente e altre attività sociali, come iscriversi a un corso, dedicarsi all’arte, apprendere nuovi hobby e quant’altro;
  • Seguire scrupolosamente il trattamento prescritto dallo psicoterapeuta.

Disclaimer: le informazioni fornite sono puramente indicative e non intendono in alcun modo sostituirsi al parere medico.

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