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Modificato e recensito clinicamente da THE BALANCE Squadra
Fatto verificato

L’ansia è una reazione di corpo e mente a situazioni altamente stressanti e pericolose. Viene normalmente definita come un forte disagio emotivo e senso di angoscia e terrore, che comporta la comparsa di sintomi fisici e psicologici. Sebbene entro un certo limite l’ansia sia considerata del tutto normale e, anzi, necessaria alla sopravvivenza del soggetto, in altri casi è indice di una manifestazione patologica.

Come curare l’ansia e la paura di morire

L’ansia è legata alla sfera emotiva delle persone e può avere o meno una causa scatenante identificabile. Esistono diversi tipi e forme d’ansia: ognuna di esse deve essere indagata e seguita dal proprio specialista al fine di garantire un esito positivo. Alcune forme d’ansia, specialmente quella patologica, possono compromettere anche le normali attività quotidiane dell’individuo, portandolo ad adottare comportamenti che influenzano negativamente anche l’ambito sociale. Quando l’ansia arriva a compromettere la qualità di vita del paziente, è necessario rivolgersi immediatamente al proprio medico o psicologo.

L’ansia è un disturbo molto comune ed è uno stato emotivo relativo alla sensazione di tensione psicofisica, di preoccupazione e di inquietudine. Talvolta, tale condizione può sfociare in vera e propria paura, ma non sempre si tratta di una patologia. Infatti, l’ansia può avere una connotazione normale e una patologica.

L’ansia normale o fisiologica è uno stato di tensione fisica e psicologica, che permette di attivare e attuare comportamenti utili all’adattamento da parte dell’individuo. Questo stato d’ansia viene innescato da uno stimolo reale, rappresentato da condizioni difficili che possono mettere in allerta il soggetto. In tal senso, questo tipo d’ansia è del tutto normale e necessario alla sopravvivenza dell’individuo, in quanto in condizioni di pericolo gli permette di attivarsi e rispondere con l’attacco o con la fuga, a seconda della situazione. In particolare, vengono attivati i riflessi autonomi e lo stato di veglia, al fine di superare quella determinata circostanza che ha dato origine allo stato di tensione.

Sintomi cervicale e ansia

L’ansia patologica, invece, disturba in maniera notevole il funzionamento psichico dell’individuo, compromettendo le capacità di adattamento della persona. Influenza in particolar modo la qualità di vita del paziente, ostacolando anche le attività più semplici e la sua presenza sociale. Questo tipo di ansia comporta uno stato di incertezza rispetto al futuro ed è caratterizzata da sentimenti molto spiacevoli. Spesso, l’ansia patologica non ha una causa individuabile e può essere accompagnata da altri problemi psichici o conflitti irrisolti. Il soggetto attua comportamenti di difesa che lo portano ad evitare le situazioni che ritiene essere pericolose, limitando così la sua esistenza. Tale patologia può essere riscontrata in diverse malattie psichiatriche, come la schizofrenia, la depressione, la mania, i disturbi di personalità, sessuali o di adattamento. L’ansia è patologica quando:

  • Si manifesta frequentemente;
  • Si verifica in maniera eccessiva e sproporzionata rispetto alla situazione reale;
  • Si presenta in momenti inappropriati;
  • Si verifica con un’intensità tale da compromettere le normali attività dell’individuo;
  • Perdura nel tempo.

Nonostante le cause precise dell’ansia siano tuttora sconosciute, è possibile menzionare determinati fattori che concorrono nel generare tale condizione. Tra questi, vi sono:

  • Fattori ereditari: un soggetto è più propenso a soffrire d’ansia se anche un altro suo familiare ne è affetto. L’ereditarietà, quindi, potrebbe essere un fattore predisponente.
  • Fattori biologici: l’insorgenza dell’ansia potrebbe essere legata ad alterazioni di alcuni neurotrasmettitori del cervello, come una produzione eccessiva di noradrenalina, una ridotta presenza di serotonina e di GABA (acido gamma-amminobutirrico).
  • Fattori inconsci: l’ansia potrebbe derivare da un conflitto inconscio che non ha avuto risoluzione, risalente all’infanzia o che si sviluppa in età adulta. Come meccanismo di difesa, il cervello relegherebbe questo conflitto in una parte non accessibile della psiche, ossia l’inconscio.

L’ansia può manifestarsi attraverso una vasta gamma di sintomi, che possono essere distinti in generali, psicologici e neurovegetativi. Si ricorda che la sintomatologia varia da individuo a individuo e che può presentarsi con diversi gradi di intensità.

I sintomi di carattere generale possono comprendere:

  • Senso di paura e di pericolo imminente;
  • Paura di morire;
  • Paura di perdere il controllo;
  • Paura di impazzire;
  • Evitamento;
  • Tensione interna soggettiva;
  • Incapacità di rilassarsi;
  • Apprensione;
  • Ipervigilanza;
  • Inquietudine.

I sintomi di carattere psicologico, invece, possono includere:

  • Preoccupazioni eccessive per questioni secondarie;
  • Irritabilità;
  • Impazienza;
  • Depersonalizzazione, ossia la sensazione di essere distaccati dal proprio corpo o dai propri processi mentali;
  • Derealizzazione, ossia la sensazione di perdita del senso della realtà (percezione dell’ambiente circostante come irreale e sensazione di non appartenenza a ciò che si dice o si fa);
  • Disturbi della memoria;
  • Disturbi del sonno.

Infine, i sintomi neurovegetativi, ossia legati all’attivazione del sistema nervoso autonomo (cioè quello non sotto il controllo della volontà dell’individuo), possono comprendere:

  • Difficoltà di respirazione;
  • Senso di oppressione al petto;
  • Fame d’aria (dispnea);
  • Respiro accelerato;
  • Dolore al torace;
  • Sensazione di testa leggera;
  • Vertigini;
  • Sensazione di instabilità e mancanza di equilibrio;
  • Svenimento imminente;
  • Formicolio in diverse parti del corpo;
  • Vampate di calore o di freddo;
  • Sensazione di soffocamento;
  • Difficoltà di deglutizione;
  • Nodo in gola;
  • Secchezza delle fauci;
  • Battito cardiaco accelerato o irregolare;
  • Sudorazione eccessiva;
  • Stanchezza e debolezza insolita;
  • Tensione muscolare;
  • Tremori;
  • Minzione frequente;
  • Diarrea.

Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo.

Siccome l’ansia si innesca come meccanismo di difesa, il corpo inizia a produrre grandi quantità di energia per affrontare i potenziali pericoli. In particolare:

  • Il cuore inizia a battere più velocemente per aumentare l’apporto di ossigeno a muscoli e tessuti;
  • La temperatura si alza e aumentano il metabolismo e il consumo di ossigeno;
  • Aumenta la sudorazione per compensare l’incremento di calore;
  • Il respiro diventa più veloce e superficiale per portare maggiori quantità di ossigeno, con conseguente sensazione di oppressione toracica;
  • I muscoli si attivano ed entrano in tensione, in quanto si preparano a scattare;
  • La digestione viene momentaneamente interrotta per favorire un maggior apporto di sangue ai muscoli;
  • La pressione sanguigna aumenta;
  • Aumenta la produzione degli ormoni dello stress, come il cortisolo e l’adrenalina.

Il corpo, quindi, si adatta ad un potenziale pericolo, innescando una risposta immediata al fine di garantire la sopravvivenza del soggetto. Come già menzionato, l’ansia è un meccanismo di difesa che l’organismo attua per assicurare prestazioni altamente performanti in caso si dovesse fronteggiare un pericolo.

In caso si soffrisse di ansia ricorrente, che perdura nel tempo o che comprometta le attività quotidiane, è necessario rivolgersi al proprio medico o psicologo. La psicoterapia, infatti, è uno dei metodi più efficaci per combattere l’ansia. Se, invece, il disturbo è lieve, è possibile adottare determinati accorgimenti per farsi passare l’ansia, tra cui:

  • Identificare i fattori che possono scatenare l’ansia: per calmare l’ansia, è bene individuare la causa scatenante. Per esempio, si può provare a tenere un diario relativo agli episodi d’ansia, quando accadono, in quali contesti, con quali persone ecc. Una volta individuata la possibile causa, si potrebbero trovare delle risorse che aiutano il soggetto ad affrontarla. Per esempio, il supporto di un amico, farsi accompagnare da qualcuno, cercare di pensare a qualcosa che possa distogliere l’attenzione dal motivo che causa ansia ecc.
  • Controllare i pensieri: ormai è ben noto che più dà importanza all’ansia, focalizzandosi solo su di essa, più essa cresce e peggiora. È necessario, quindi, cercare di spostare l’attenzione e non pensare al fatto che ci si sente ansiosi per non ingigantire il problema. Oppure, potrebbe rivelarsi utile ridimensionare la pericolosità dell’evento che crea ansia. O ancora, si potrebbe pensare che tale evento non sia una cosa irrimediabile, ma che vi è sempre un’altra possibilità anche in caso di fallimento. Per esempio, quando uno studente deve sostenere un esame e ha paura di non farcela, facendosi prendere dall’ansia. In questi casi, è possibile vincere l’ansia pensando al fatto che, se qualcosa dovesse andare storto, sarebbe sempre possibile rifare l’esame.
  • Usare tecniche di rilassamento: sono tecniche apposite per bilanciare il tono dell’umore ed eliminare i pensieri ricorrenti che affliggono e destabilizzano il soggetto. In questo modo, l’individuo riuscirà ad avere più controllo su sé stesso. Esistono dei percorsi appositi che aiutano il soggetto a gestire le emozioni e a ritrovare la consapevolezza di sé, nonché la propria serenità, come la mindfulness e la meditazione.
  • Parlare: comunicare ad una persona fidata le proprie preoccupazioni può aiutare ad alleviare l’ansia. Essendo esseri sociali, l’uomo ha bisogno di interagire con i propri simili, di comunicare e di essere ascoltato. D’altro canto, tenersi tutto dentro non fa altro che aumentare i pensieri negativi e le frustrazioni represse. Talvolta, per sfogarsi dello stress quotidiano, può anche essere utile e liberatorio urlare.
  • Fare attività fisica: lo sport aumenta i livelli di serotonina ed endorfine nel cervello, ossia gli ormoni responsabili del benessere e della felicità. Inoltre, l’esercizio fisico può essere un valido alleato per distogliere l’attenzione sui problemi o su ciò che sta causando lo stato ansioso.
  • Provare l’Acceptance and Commitment Therapy (ACT), ossia una terapia cognitivo comportamentale fondata sulla mindfulness, ovvero la consapevolezza del “qui e ora”. Questa tecnica aiuta a focalizzarsi sul presente e ad istruire il soggetto su distogliere l’attenzione sulle preoccupazioni future. Tale pratica insegna ad accettare il fatto che non si può controllare totalmente l’ansia, ma ad accoglierla come parte della nostra esistenza (considerando che è un fattore del tutto normale e fisiologico). La mindfulness aiuta a concentrarsi su ciò che è possibile cambiare ora e su cosa si ha effettivamente il controllo.

Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo.

Come correggere le proprie abitudini per contrastare l’ansia?

Oltre ai metodi naturali per far passare l’ansia sopra elencati, è possibile adottare altri comportamenti quotidiani volti a modificare il proprio stile di vita, per renderlo più sano e felice:

  • Alimentazione: la dieta gioca un ruolo fondamentale nel migliorare l’umore e ridurre lo stress. Infatti, spesso le persone mangiano (soprattutto cibi zuccherati, grassi e carboidrati) nonostante non abbiano fame. Questi attacchi sono una reazione allo stress, all’ansia o addirittura alla depressione. È scientificamente provato che ingerire grassi e zuccheri aumenti i livelli di serotonina, non per niente infatti ci si sente meglio in caso di tristezza. Purtroppo, questo è un metodo malsano per ritrovare il buon umore. Invece, la vitamina B12 è di fondamentale importanza per il corretto funzionamento del sistema neurologico, dell’energia e del buon umore. Pertanto, si consiglia di aumentare l’apporto di alimenti ad alto contenuto di questo prezioso nutriente, come salmone, uova, manzo, pollame e formaggi (senza esagerare). Anche i grassi Omega-3 sono importanti per tenere alto l’umore e alleviare stati d’ansia o depressione.
  • Dormire a sufficienza: l’ansia può essere scatenata anche dalla mancanza di sonno. Infatti, non dormire abbastanza provoca l’attivazione di determinate aree del cervello che contribuiscono ad aumentare l’ansia e la preoccupazione.
  • Ridurre i fattori di stress: uno stile di vita frenetico può contribuire all’insorgenza dell’ansia. È necessario procedere un passo alla volta. Se il soggetto si ritrova a fare più cose nello stesso momento, il cervello finirà per sovraccaricarsi e ciò favorirà uno stato di agitazione. È necessario prendersi i propri tempi e cercare di pianificare le proprie giornate rispettando gli orari prestabiliti.
  • Coltivare rapporti personali e sociali sani: è bene, in questo caso, evitare persone difficili o tossiche, ma instaurare legami sani e genuini che facciano sentire il soggetto calmo e sereno. A volte, determinate amicizie hanno la capacità di destabilizzare l’individuo e proiettarlo in uno stato ansioso. Al contrario, il sostegno sociale di persone fidate è fondamentale per attenuare l’ansia.
  • Imparare a dire di no: non si può vivere per accontentare gli altri e determinate situazioni possono portare a sviluppare l’ansia. Per questo motivo, è necessario cercare di non farsi coinvolgere troppo dalle altre persone, specialmente se spingono il soggetto a fare qualcosa che non vorrebbe. In questi casi, è bene rifiutare l’invito. Non è un male dedicarsi a sé stessi, anziché pensare sempre e solo agli altri, soprattutto nel caso in cui il soggetto soffra d’ansia.

Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo.

È possibile vincere un attacco d’ansia con la regola del 3-3-3. Quando il soggetto entra in uno stato ansioso, soprattutto in contesti sociali, può seguire questa regola per placare il disagio in corso:

  • Elencare 3 cose che vede;
  • Elencare 3 cose che sente;
  • Muovere 3 parti del corpo: la caviglia, le dita e un braccio.

Questo “trucco” aiuterebbe ad ingannare il cervello e a riportare il soggetto alla realtà e al momento presente.

Quali sono i possibili rimedi naturali per combattere l’ansia?

È possibile contrastare lo stato ansioso grazie ad alcuni rimedi naturali, ricorrendo ad oligoelementi, oli essenziali e fitoterapia.

  • Oligoterapia e gemmoterapia: è possibile ridurre l’ansia ricorrendo ad oligoelementi o gemme dalle proprietà tranquillanti, rilassanti, riequilibranti e neuro-sedative. Alcuni esempi possono essere il manganese cobalto, il magnesio, estratti di ficus carica o Tilia tormentosa.
  • Aromaterapia: utilizza determinati oli essenziali dalle proprietà rilassanti, neuro-sedative, calmanti e benefiche. Alcuni esempi possono essere l’olio essenziale di lavanda, melissa, camomilla, arancio amaro. Tali oli possono essere utilizzati anche direttamente sulla pelle, esercitando un leggero, piacevole e rilassante massaggio, avendo l’accortezza di diluirli prima in olio vettore per evitare di irritare la cute.
  • Fitoterapia: si possono utilizzare droghe naturali ad azione ansiolitica, come la valeriana, il biancospino, la passiflora e la melissa. Queste erbe attuano un’azione sedativa, aiutano a ridurre i sintomi dello stato ansioso, come palpitazioni, nervosismo, ipereccitabilità, e favoriscono un sonno migliore e più sereno.

Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo. Inoltre, si ricorda che i trattamenti sopra elencati possono essere attuati solo in caso di ansia lieve. Invece, i casi d’ansia più importanti e seri necessitano l’intervento di uno psicologo. Si raccomanda vivamente di non trascurare i segnali d’ansia, ma di occuparsi al più presto della propria salute mentale.

Per ricevere un trattamento di lusso per contrastare l’ansia, si consiglia di rivolgersi ai centri Rehab.

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