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Le allucinazioni sono fenomeni psichici in cui il soggetto percepisce come reale ciò che in realtà non lo è. Queste manifestazioni possono essere causate da numerosi fattori, come malattie psichiatriche, patologie fisiologiche, abuso di sostanze, stress e quant’altro. Le allucinazioni possono essere di vario tipo e vengono principalmente distinte in base all’organo di senso coinvolto: visive, uditive, tattili, gustative e olfattive. Il trattamento delle allucinazioni può variare a seconda della causa scatenante. Per tale motivo, è importante rivolgersi ad un medico non appena i primi segnali insorgano, così da ricevere la corretta diagnosi e iniziare un percorso di cura il prima possibile. Continua a leggere per approfondire l’argomento.

Le allucinazioni sono percezioni sensoriali immaginarie, ossia che si verificano in assenza di un reale stimolo esterno. Il soggetto, quindi, percepisce come reale ciò che in realtà è immaginario. Le allucinazioni possono essere scaturite da numerosi fattori. Per esempio, possono essere sintomo di patologie psichiatriche, ma non sempre. In alcuni casi, infatti, una persona che sta affrontando un periodo particolarmente difficile, contraddistinto da forte ansia e stress, può manifestare allucinazioni. In altri casi, invece, possono insorgere a seguito dell’assunzione di bevande alcoliche o altre sostanze stupefacenti. Per tale motivo, questa condizione non è sempre indice di malattia mentale.

I meccanismi cerebrali responsabili delle allucinazioni non sono ancora del tutto noti. Gli studiosi pensano che possano essere dovute ad alterazioni o anomalie chimiche del cervello. Numerosi studi hanno provato ad indagare più a fondo, ma necessitano di ulteriori ricerche per comprendere appieno quali siano i reali meccanismi cerebrali coinvolti. Per esempio, in uno studio su persone non affette da alcun disturbo psichiatrico, ma che sperimentavano allucinazioni visive a causa di lesioni, è emerso che tali manifestazioni venivano provocate da danni al sistema visivo, come la degenerazione maculare o lesioni al percorso del sistema nervoso centrale tra l’occhio e la corteccia visiva.

Invece, per quanto riguarda le allucinazioni causate da patologie psichiatriche, come la schizofrenia, si pensa che tali manifestazioni siano dovute ad un volume ridotto di alcune aree del cervello e un aumento dell’attività cerebrale in altre, nonché una connettività neurale alterata tra le diverse aree del cervello. Nonostante la ricerca stia facendo passi da gigante nel capire i meccanismi sottostanti le allucinazioni, sono necessari ulteriori studi clinici.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Come abbiamo appena menzionato, le allucinazioni possono essere dovute a cause diverse. Possono derivare da emozioni intense, da patologie psichiatriche, da disordini neurologici o da forte stress. Le allucinazioni possono essere sintomo di diverse condizioni, quali:

Le possibili cause delle allucinazioni possono suddividersi in:

  • Cause comuni:
    • Alcolismo;
    • Demenza vascolare;
    • Malattia di Creutzfeldt-Jacob;
    • Morbo di Alzheimer;
    • Morbo di Parkinson;
    • Rabbia;
    • Salmonella;
    • Sindrome serotoninergica;
  • Cause rare:
    • Depressione maggiore;
    • Depressione post-partum;
    • Disturbo bipolare;
    • Disturbo post-traumatico da stress;
    • Encefalite;
    • Ipocondria;
    • Porfiria;
    • Psicosi di Korsakoff;
    • Schizofrenia.

Disclaimer: gli elenchi forniti non sono necessariamente esaustivi.

Esistono diversi tipi di allucinazioni, perlopiù correlate ai 5 sensi. In particolare:

  • Allucinazioni visive: riguardano la percezione di immagini o persone inesistenti. Solitamente, sono sintomo di malattie del cervello, come l’Alzheimer, la schizofrenia, febbri acute, encefalopatia e quant’altro. Tuttavia, non è raro che possano comparire a seguito dell’assunzione di alcol, sostanze stupefacenti o abuso di farmaci. Le allucinazioni visive possono modificare il campo visivo del soggetto, occupandone:
    • Solo una parte, dette allucinazioni schermanti;
    • L’intero campo visivo, chiamate allucinazioni integrate.
  • Allucinazioni uditive: sono le più comuni e riguardano la percezione di suoni inesistenti o delle cosiddette “voci” immaginarie, che possono riportare frasi o discorsi di tipo minaccioso, intimidatorio o quant’altro. A tal proposito, alcuni individui hanno riferito di sentire semplicemente chiamare il proprio nome. Altri, invece, di sentire voci che gli chiedessero di fare qualcosa (nel bene o nel male) nei propri confronti o nei confronti di altre persone. Le allucinazioni uditive possono manifestarsi come sintomo di gravi disturbi mentali, come la schizofrenia.
  • Allucinazioni olfattive: riguardano la falsa percezione di odori o profumi non presenti nell’ambiente circostante. In genere, possono comparire in persone con disturbi psichiatrici, (come la schizofrenia), sindromi neurovegetative o lesioni del lobo temporale.
  • Allucinazioni gustative: riguardano la percezione di sapori inesistenti o alterazioni del senso del gusto.
  • Allucinazioni tattili: riguardano la percezione di stimoli tattili inesistenti. Alcuni soggetti hanno riferito di sentire che qualcosa o qualcuno li toccasse quando in realtà nessuno li stesse toccando. In altri casi, i pazienti hanno descritto queste sensazioni come insetti che strisciano sulla pelle. Le allucinazioni tattili sono le più rare e solitamente insorgono in caso di sindrome di astinenza alcolica o abuso di cocaina o altre sostanze stupefacenti.
  • Allucinazioni cenestesiche: riguardano sensazioni di alterazione delle funzioni degli organi interni, in particolare le viscere. Sono la forma più rara di allucinazioni e alcuni individui hanno riferito di sentire la sensazione di invasione del corpo da parte di animali od oggetti estranei, impressione di paralisi, vertigini e mancanza di sostegno.

Altri tipi di allucinazioni

Le allucinazioni possono essere:

  • Semplici: come ronzii e fischi, in cui viene coinvolto solo un organo sensoriale;
  • Complesse: come vedere un animale e sentirne anche il suono, in cui vengono coinvolti più sensi contemporaneamente.

Il contenuto delle allucinazioni può variare. Per esempio, può essere positivo o negativo. Anche l’intensità dell’allucinazione può essere variabile e cambia in base al coinvolgimento emotivo e al livello di consapevolezza della persona.

Esistono altre tipologie di allucinazioni, oltre a quelle già menzionate. Per esempio:

  • Allucinazioni riflesse: si tratta di allucinazioni in cui la stimolazione di un organo sensoriale provoca l’allucinazione in un altro organo sensoriale. Si tratta del cosiddetto processo di sinestesia.
  • Allucinazioni somatiche: comprendono le percezioni di caldo o freddo, punture o pizzichi, immobilità e degradamento del proprio corpo.
  • Allucinazioni notturne: si tratta di un tipo di allucinazioni, in genere non patologiche, che si verificano mentre ci si sta addormentando o risvegliando. Vengono definite parasonnie in quanto sono correlate al sonno. Esistono due tipologie di allucinazioni notturne:
    • Allucinazioni ipnagogiche: sono le più frequenti e si manifestano nella fase di addormentamento. Il soggetto sperimenta queste esperienze come reali, vivide e intense. La durata varia da qualche secondo a qualche minuto. In questi frangenti, capita spesso che l’individuo si faccia prendere dal panico, non capendo cosa stia succedendo precisamente. Tuttavia, con l’aiuto di un esperto, è possibile imparare a gestire questi episodi e acquisire la consapevolezza che si tratta di esperienze non reali.
    • Allucinazioni ipnopompiche: sono le meno frequenti e si manifestano nella fase di risveglio. Comprendono allucinazioni visive, uditive, tattili e olfattive. Anche in questo caso, il soggetto percepisce queste esperienze come reali e vivide, nonostante si tratti di allucinazioni.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Alcuni esempi di allucinazioni possono includere:

  • Sentirti chiamare per nome, quando in realtà nessuno lo sta facendo;
  • Vedere qualcuno o qualcosa passarti accanto, quando in realtà non c’è nessuno;
  • Sentire che qualcuno ti stia toccando, quando in realtà nessuno lo stia facendo;
  • Sentire una fresca brezza sul viso, quando in realtà non c’è brezza o non ci siano le condizioni per cui essa si verifichi;
  • Sentire un odore in particolare, quando in realtà nulla nell’ambiente circostante stia emanando quell’odore;
  • Avere un sapore specifico in bocca, senza che tu abbia mangiato nulla.

Disclaimer: l’elenco fornito non è necessariamente esaustivo.

Come già menzionato, le patologie psichiatriche, le malattie fisiche e l’abuso di sostanze stupefacenti non sono le uniche cause scatenanti. Infatti, esistono anche le allucinazioni visive da stress. Si tratta di un evento abbastanza comune e transitorio, di breve durata, legato a particolari situazioni di vita che vedono il soggetto particolarmente stressato. Nella maggior parte dei casi, le allucinazioni da stress non sono correlate a patologie psichiatriche. Tuttavia, in alcuni casi potrebbero essere il preludio per una determinata psicopatia. Per tale motivo, è necessario rivolgersi ad un medico ai primi segnali.

Alcuni studi hanno mostrato come lo stress influenzi le aree visive del cervello, causando così la generazione di immagini inesistenti che vengono interpretate dal soggetto come reali. Al pari di altri tipi di allucinazioni, anche quelle da stress necessitano di maggiori studi per comprenderne i meccanismi cognitivi e neurali.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Nonostante le allucinazioni non siano un sintomo molto comune dei disturbi d’ansia, è possibile che alcuni soggetti le sperimentino. Vi possono essere vari motivi per cui l’ansia causi allucinazioni. Per esempio:

  • Stress acuto: l’ansia è una risposta dell’organismo a fattori di stress. Di fronte ad uno stimolo esterno, percepito come pericoloso, il cervello si attiva, rispondendo con l’attacco o con la fuga. In alcune circostanze, un’eccessiva sollecitazione potrebbe causare allucinazioni;
  • Privazione del sonno: la stanchezza e i disturbi del sonno causati dall’ansia possono provocare allucinazioni notturne;
  • Dissociazione: avviene quando un individuo si separa mentalmente ed emotivamente da un’esperienza, a causa di un trauma o paura estrema. La dissociazione può essere uno dei sintomi dell’ansia e, di conseguenza, è possibile sperimentare allucinazioni;
  • Altri fattori, come l’assunzione di farmaci o sostanze stupefacenti, possono aggravare i sintomi dell’ansia e causare allucinazioni.

In linea generale, le allucinazioni correlate all’ansia severa sono dovute a livelli eccessivamente alti di stress. Infatti, maggiore è lo stress, maggiori sono le probabilità di sperimentare allucinazioni. Nonostante non rappresentino un pericolo per l’incolumità dei soggetti che soffrono d’ansia, è sempre bene mettere al corrente il proprio medico di questo sintomo.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.

Per trattare le allucinazioni, è indispensabile andare all’origine del problema, quindi scoprirne la causa. Infatti, il trattamento verrà formulato in base alla diagnosi del paziente. Se il sintomo è causato da fattori che non comprendono malattie psichiatriche o fisiche, ossia l’abuso di alcolici, di sostanze stupefacenti o di farmaci ed eventi di vita stressanti, la terapia consiste nella gestione della causa. Nel caso in cui le allucinazioni siano dovute alla sindrome di astinenza alcolica, per esempio, il paziente dovrà sottoporsi ad un percorso di disintossicazione e riabilitazione. Una volta disintossicato dalla sostanza, anche le allucinazioni scompariranno.

Invece, per quanto riguarda le allucinazioni dovute a patologie psichiatriche o fisiche, come la schizofrenia, la psicosi, il disturbo bipolare, il morbo di Alzheimer e quant’altro, il trattamento sarà in funzione della malattia stessa. Proprio per tale motivo, è fondamentale individuare la causa scatenante. Solo così sarà possibile intraprendere una terapia specifica per il singolo caso.

Ad ogni modo, in caso di allucinazioni, il primo passo da fare è rivolgersi ad un medico, non appena compaiono i primi segnali. Il medico, poi, dopo un’attenta valutazione e test clinici potrà formulare la corretta diagnosi e prescrivere la cura più idonea. Spesso, i medici adottano un approccio multidisciplinare, in quanto possono concorrere fattori psicologici, fisiologici, sociali, familiari e quant’altro. In genere, a seconda della causa scatenante, il paziente viene sottoposto a terapia farmacologica o psicoterapia o entrambe.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

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