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L’ipomania è un sintomo specifico del disturbo bipolare. Tuttavia, può presentarsi anche in altri disturbi dell’umore. L’ipomaniaco sperimenta estrema euforia, iperattività, energia eccessiva, impossibilità di prendere sonno o riposare, pensieri frenetici, comportamenti sconsiderati, logorrea e quant’altro. Le cause degli episodi ipomaniacali possono essere molteplici, come la presenza di disturbi mentali sottostanti, fattori genetici, elevati livelli di stress, consumo di alcol, droghe o farmaci e cambiamenti nella routine del sonno. Considerando che l’ipomania comporta numerose conseguenze sia a breve che a lungo termine, è indispensabile richiedere una valutazione medica non appena i primi sintomi insorgono. Continua a leggere per sapere che cos’è l’ipomania, i relativi sintomi, i fattori scatenanti, le ripercussioni sulla vita del soggetto, nonché i vari trattamenti disponibili.

L’ipomania è una condizione di salute mentale caratterizzata da un aumento del tono dell’umore, dei livelli di energia e di attività. Gli episodi ipomaniacali fanno parte della sintomatologia del disturbo bipolare, ma si possono manifestare anche in altri disturbi mentali. Il significato di ipomania è “mania lieve”. Infatti, si tratta di una forma meno grave di mania. Tuttavia, non vanno confuse, perché possiedono caratteristiche e manifestazioni differenti. Il soggetto che soffre di episodi ipomaniacali presenta un aumento dell’attività psicomotoria, un’accelerazione del pensiero e un’elevazione del tono dell’umore anomala, nonché persistente.

I sintomi dell’ipomania possono essere molteplici e variare da soggetto a soggetto. Inoltre, possono modificarsi con il passare del tempo. Tra questi, è possibile menzionare:

  • Elevazione del tono dell’umore (euforia), che risulta molto diverso dal normale;
  • Aumento dell’energia e dell’attività;
  • Essere iperattivi, energici, loquaci e disinibiti;
  • Aumento dell’autostima;
  • Facile distraibilità;
  • Deficit dell’attenzione;
  • Irritabilità insolita;
  • Pensieri frenetici;
  • Essere più aggressivi;
  • Adottare comportamenti irresponsabili e sregolati;
  • Ridotto bisogno di dormire;
  • Aumento dell’attività psicomotoria;
  • Tendenza a parlare velocemente e molto più del solito;
  • Logorrea.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

L’ipomania, generalmente, rientra nel quadro clinico del disturbo bipolare. Tuttavia, può svilupparsi anche per altri motivi, di natura patologica e non, quali:

  • Depressione e diversi disturbi mentali: come già accennato, l’ipomania è un sintomo tipico del disturbo bipolare. Tuttavia, può manifestarsi anche in soggetti che soffrono di disturbi dell’umore. Per esempio, nel caso del disturbo bipolare, che è una condizione che implica cambiamenti dell’umore, dell’energia, dei livelli di attività e dei modelli di pensiero, si alternano (a seconda della tipologia) episodi alti e bassi, ossia mania/ipomania e depressione rispettivamente. Gli episodi ipomaniacali si possono manifestare anche nel disturbo narcisistico di personalità, nella ciclotomia e nella schizofrenia, per esempio.
  • Cambiamenti nella routine del sonno: alcuni soggetti che soffrono di insonnia presentano episodi ipomaniacali, specialmente se il ritmo circadiano è fortemente compromesso. Tuttavia, non è ancora noto se i disturbi del sonno causano l’ipomania o viceversa. Per questo, sono necessarie ulteriori ricerche.
  • Consumo di alcol e sostanze stupefacenti: l’ipomania può essere provocata dall’abuso di sostanze, come alcolici, droghe o farmaci.
  • Genetica: gli esperti credono che gli episodi ipomaniacali possano essere ereditari. Ciò significa che il rischio è maggiormente elevato se un parente stretto soffre del medesimo disturbo.
  • Elevati livelli di stress: possono contribuire allo sviluppo dell’ipomania.
  • Farmaci: alcuni farmaci possono causare episodi ipomaniacali come effetto collaterale. Per esempio, determinati medicinali utilizzati per trattare la depressione o i disturbi d’ansia.

Alcuni fattori scatenanti l’ipomania possono includere:

  • Un importante cambiamento di vita, come un divorzio, un matrimonio, la perdita del lavoro o di una persona cara e quant’altro;
  • Situazioni o ambienti altamente stimolanti, come la presenza di rumori eccessivi, luci intense o grandi folle;
  • Privazione del sonno;
  • Uso di sostanze stupefacenti o alcol.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.

All’occhio di una persona inesperta, mania e ipomania potrebbero apparire sinonimi. Invece, si tratta di due condizioni simili, ma diverse. L’ipomania si presenta come una forma di mania molto più lieve e si contraddistingue da essa per determinate caratteristiche, ossia in base alla durata e gravità degli episodi, alla necessità di ricovero ospedaliero o meno, alla tipologia di esordio della condizione e alla manifestazione sintomatologica. In particolare:

  • Durata dell’episodio: gli episodi ipomaniacali durano almeno 4 giorni consecutivi, mentre quelli maniacali hanno una durata di almeno una settimana;
  • Gravità dell’episodio: l’ipomania non è sufficientemente grave da compromettere significativamente il funzionamento sociale, lavorativo o scolastico del soggetto. Al contrario, la mania causa un grave impatto su di essi;
  • Necessità di ricovero ospedaliero: in genere, gli episodi ipomaniacali non richiedono il ricovero ospedaliero. Gli episodi maniacali, invece, potrebbero;
  • Tipologia di esordio: l’ipomania può avere un esordio graduale o improvviso, mentre la mania ha spesso un esordio brusco;
  • Manifestazione sintomatologica: gli episodi ipomaniacali hanno una sintomatologia più lieve rispetto a quelli maniacali. Per esempio, la mania si distingue per la comparsa di sintomi di psicosi, come allucinazioni e deliri di grandezza o persecuzione. In questo caso, la sintomatologia è così grave da compromettere il funzionamento quotidiano o richiedere il ricovero ospedaliero.

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Come riconoscere l’ipomania? Ecco alcuni esempi di episodi ipomaniacali, che possono far pensare alla presenza del disturbo:

  • Sentirsi eccessivamente felici o euforici. Al contrario, è possibile presentare anche irritabilità, aggressività e ostilità insolite;
  • Essere estremamente energici, ben oltre i normali livelli di energia;
  • Stare svegli fino al mattino, non dormire e non sentirsi stanchi il giorno dopo;
  • Comportarsi in modi inappropriati durante le interazioni sociali, come fare commenti volgari durante una cena o sul posto di lavoro;
  • Distrarsi facilmente a causa di cose poco importanti o non correlate a ciò che si sta facendo;
  • Comportarsi in modo frenetico, per esempio quando si ha una voglia anormale di pulire tutta casa;
  • Essere ossessionati e totalmente assorbiti da una particolare attività;
  • Intraprendere un nuovo progetto e lavorarci senza sosta per un lungo periodo di tempo;
  • Non riuscire a stare fermi, sperimentare agitazione psicomotoria e una sensazione di irrequietezza. Compiere movimenti involontari, come camminare su e giù per la stanza o continuare a muoversi quando si è seduti;
  • Impegnarsi e perseguire attività che potrebbero avere gravi conseguenze;
  • Parlare molto velocemente, a tal punto che è impossibile seguire il discorso;
  • Saltare da un argomento all’altro;
  • Correre rischi elevati, che normalmente non si correrebbero, perché ci si sente particolarmente fortunati;
  • Adottare comportamenti impulsivi e sconsiderati, come spese folli;
  • Ipersessualità e desiderio sessuale eccessivo, con conseguente messa in atto di comportamenti promiscui, richieste insolite al proprio partner o relazioni extraconiugali.

In alcuni casi, tali comportamenti non rientrano nel quadro clinico dell’ipomania. Invece, sono da considerarsi come episodi ipomaniacali tutte le suddette manifestazioni che si presentano come anormali e associate a energia, irritabilità o euforia insolitamente eccessive. Tuttavia, per stabilire se si tratta di ipomania o altro, è necessario rivolgersi ad un esperto.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.

Nonostante si possa pensare che l’ipomania non costituisca un grave disturbo rispetto ad altri, come nel caso della mania, in realtà nasconde diverse insidie. Nel lungo periodo, per esempio, l’ipomania e gli sbalzi d’umore possono avere serie ripercussioni sulla qualità del sonno, sulle capacità di pensare lucidamente e sulle capacità di giudizio. Non solo, gli episodi ipomaniacali, come abbiamo visto, possono spingere il soggetto a compiere gesti sconsiderati, i quali possono rappresentare un serio pericolo non solo per sé stesso, ma anche per le persone accanto a lui. Per citarne alcuni, può adottare comportamenti inappropriati sul posto di lavoro, trascurare la famiglia o incorrere in problemi finanziari, vista la tendenza a fare spese folli.

Tuttavia, l’ipomania non ha solo lati negativi. L’aumento di energia e delle attività può portare a maggiore produttività. L’aumento dell’autostima e della fiducia in sé stessi può contribuire a sentirsi molto bene mentalmente. Inoltre, potrebbero registrarsi anche picchi di creatività. Tuttavia, è bene ricordare che gli sbalzi d’umore non rappresentano mai una cosa positiva, in quanto dopo i periodi ipomaniacali o i picchi di euforia seguono, generalmente, momenti di down. Per tale motivo, nonostante si sperimentino effetti positivi, è necessario rivolgersi a uno specialista per trattare il disturbo, prima che peggiori e si tramuti in qualcosa di più grave.

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Secondo il DSM (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), nella quarta edizione, per diagnosticare l’ipomania devono essere presenti almeno 3 dei seguenti sintomi, per un minimo di 4 giorni:

  • Elevata autostima o eccessiva fiducia in sé stessi;
  • Logorrea;
  • Ridotto bisogno di dormire;
  • Pensiero accelerato o “fuga delle idee” (i pensieri si rinnovano in continuazione, a tal punto che nemmeno il paziente riesce a seguirli);
  • Maggiore distraibilità e deficit dell’attenzione;
  • Agitazione psicomotoria;
  • Ipersessualità;
  • Aumento delle attività quotidiane o delle ore lavorate;
  • Coinvolgimento in attività potenzialmente rischiose o nocive, come l’assunzione di farmaci o sostanze stupefacenti, lo shopping compulsivo, le spese elevate, la guida spericolata e quant’altro.

Dopo aver formulato la diagnosi, l’esperto dovrà individuarne la causa, così da poter fornire il trattamento più adeguato. Per esempio, se l’ipomania viene scatenata dall’assunzione di determinati farmaci, il medico provvederà a ridurli, cambiarli o sospenderli. Se, invece, viene causata da un disturbo di natura psichiatrica, dovrà prescrivere la terapia più idonea al singolo caso.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.

Il trattamento dell’ipomania è volto a stabilizzare l’umore e a una migliore gestione delle condizioni associate. In genere, la terapia per gli episodi ipomaniacali è di tipo psicologico e farmacologico. Il percorso psicologico è finalizzato ad aiutare il paziente a gestire le varie fasi del disturbo e a riconoscere i fattori scatenanti, nonché apprendere le diverse strategie di autoregolazione per prevenire eventuali episodi futuri. La terapia farmacologica, invece, è volta alla regolazione del tono dell’umore. I farmaci più comuni impiegati nel trattamento dell’ipomania includono:

  • Antipsicotici: aiutano a ridurre i sintomi ipomaniacali;
  • Ansiolitici (come le benzodiazepine): utilizzati per il controllo a breve termine dei sintomi, come insonnia o agitazione;
  • Antidepressivi (tra cui il litio): efficaci per stabilizzare il tono dell’umore, indicati particolarmente per l’ipomania bipolare;
  • Anticonvulsivanti (come l’acido valproico): utili per controllare i rapidi sbalzi d’umore.

La terapia dell’ipomania viene prescritta dal medico, a seguito della corretta diagnosi. Si consiglia di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dall’esperto e di non interrompere bruscamente i farmaci, in quanto potrebbe presentarsi un grave peggioramento dei sintomi o la cosiddetta sindrome di astinenza.

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