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Modificato e recensito clinicamente da THE BALANCE Squadra
Fatto verificato

Il soggetto passivo-aggressivo si presenta come una persona ambivalente. Da un lato, è piacevole e affabile, ma dall’altro non manifesta razionalmente e verbalmente le proprie emozioni negative, in quanto incapace di esprimere il proprio disaccordo. Spesso, quindi, ciò che pensa non coincide con ciò che dice, in quanto apparentemente sembra accomodante, ma in realtà prova risentimento e ostilità, che cerca di celare, camuffare e nascondere dietro la sua passività.

Tuttavia, a lungo andare, a forza di accumulare dissapori, frustrazione e rabbia repressa, l’individuo passivo-aggressivo rischia di esplodere, con conseguenze pericolose. Non solo mina qualsiasi rapporto che lo riguarda (sentimentale, familiare, lavorativo, ecc.), ma rischia anche di commettere atti violenti e vendicativi. Per tale motivo, è importante saper riconoscere tali comportamenti ed agire per cercare di trasformarli in atteggiamenti sani e funzionali. Il modo migliore per farlo è lasciandosi aiutare da uno psicologo.

Fino agli anni ’90, tale comportamento rientrava nel disturbo di personalità passivo-aggressivo. Tuttavia, gli esperti hanno escluso tale condizione da un disturbo di natura patologica, eccezione fatta per i comportamenti ripetitivi e costanti. Il comportamento passivo-aggressivo consiste nel manifestare la propria rabbia indirettamente, agendo passivamente e celando la propria aggressività. Si tratta, quindi, della manifestazione camuffata dei propri sentimenti di rabbia, attraverso atteggiamenti specifici, come ostruzionismo, resistenza, sarcasmo, cinismo, perdita di tempo, silenzio, vittimismo e altri sentimenti negativi. Il soggetto preferisce attuare comportamenti di aggressività passiva (spesso inconsapevolmente), anziché scegliere la via della comunicazione diretta, perché più comoda e conveniente.

Le cause del comportamento passivo-aggressivo non sono ancora del tutto chiare. Tuttavia, si pensa che possa originare da un insieme di fattori biologici e ambientali. Come in molti altri disturbi, l’infanzia sembrerebbe giocare un ruolo fondamentale. L’attaccamento infantile alle proprie figure di riferimento, le dinamiche familiari e i comportamenti appresi dagli adulti possono influire sullo sviluppo di una personalità passivo-aggressiva. Per esempio, spesso quando il bambino si arrabbia, decide di mettere su il broncio e di praticare il silenzio, pur di non affrontare la situazione verbalmente. Qui si stanno gettando le basi per un futuro adulto passivo-aggressivo. È compito dei genitori, quindi, aiutare il bambino a verbalizzare le proprie emozioni, in modo da evitare che risentimento e sentimenti negativi si accumulino dentro di sé.

Anche gli abusi subiti durante l’infanzia, le punizioni eccessive o il consumo smodato di sostanze psicotrope potrebbero essere responsabili dell’insorgenza di comportamenti passivo-aggressivi. Altri fattori che potrebbero contribuire allo sviluppo di tale atteggiamento potrebbero includere lo stress, la depressione, il disturbo bipolare, il disturbo da deficit di attenzione, la dipendenza da sostanze stupefacenti e i disturbi di personalità. Inoltre, un bambino che ha familiarità con comportamenti passivi-aggressivi (per esempio, un genitore che esercita aggressività passiva in famiglia) ha maggiori probabilità di assimilare e imitare lo stesso pattern e diventare anche lui un adulto passivo-aggressivo.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.

La personalità del soggetto passivo-aggressivo può essere complessa, ma vi sono dei segnali e degli atteggiamenti che possono essere riconosciuti in questi individui, come:

  • Tendenza al silenzio, al vittimismo e alla chiusura;
  • Bassa autostima;
  • Non eseguire ciò che gli viene assegnato;
  • Essere rabbiosi o polemici;
  • Dare colpa del proprio fallimento all’autorità o ad altre persone;
  • Sentirsi sempre in difetto;
  • Provare invidia e risentimento verso altre persone, che considera più fortunate di lui;
  • Sentirsi sfortunato;
  • Lamentarsi in continuazione;
  • Difficoltà a mantenere una linea decisionale ferma;
  • Pessimismo e idea negativa di sé;
  • Essere irragionevole, scontroso e testardo;
  • Nascondere il proprio disaccordo o ciò che pensa realmente;
  • Forte difficoltà ad esprimere i propri sentimenti di rabbia e ostilità;
  • Tendenza alla procrastinazione;
  • Evitare la comunicazione;
  • Tendenza a sabotare le relazioni;
  • Mostrare ostilità verso le richieste degli altri;
  • Ritardo o errori intenzionali nell’effettuare le richieste di altre persone;
  • Comportamento cinico, pessimista o aggressivo;
  • Critiche frequenti;
  • Svolgere compiti in modo inefficiente;
  • Non assumersi le proprie responsabilità;
  • Cattivo umore.

Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo.

All’inizio di una relazione amorosa, può essere difficile riconoscere l’aggressività passiva nel partner. Ma, col tempo, possono delinearsi alcuni comportamenti degni di nota, come:

  • Mancanza di rabbia: il passivo-aggressivo non manifesta sentimenti di rabbia in nessuna occasione, anche quando vi sarebbero i motivi per farlo. Il soggetto in questione non è in grado di esprimere il proprio risentimento razionalmente, attraverso il dialogo aperto, ma si limita a manifestare la propria ostilità in maniera velata, subdola e manipolativa. A lungo andare, tale comportamento finisce per sabotare il rapporto di coppia.
  • Ambiguità: il passivo-aggressivo risulta ambiguo, specialmente nella comunicazione. Infatti, non comunica ciò che pensa realmente, ma lancia messaggi poco chiari e insufficienti a sostenere un dialogo sano e costruttivo. Il più delle volte utilizza il sarcasmo e l’ironia per esprimersi, ma anche per ferire intenzionalmente il partner. Quando si accorge che le sue parole sono armi taglienti, “se ne lava le mani” uscendosene con frasi come “Stavo solo scherzando” oppure “Te la prendi troppo”. Inoltre, spesso, abbandona la conversazione ancor prima di essere arrivati a un compromesso o una soluzione.
  • Scarsa memoria: il passivo-aggressivo non soffre di scarsa memoria, ma finge di aver dimenticato compiti, appuntamenti e quant’altro, in quanto incapace di assumersi le proprie responsabilità. A volte, la strategia delle dimenticanze funge anche da tattica punitiva.
  • Mettere il broncio: il passivo-aggressivo risulta spesso imbronciato, in quanto non esprimendo i propri sentimenti a parole lascia che sia il suo stato d’animo a farlo. Così, pratica il silenzio, si chiude in sé stesso e si rifiuta di comunicare. Spesso, il silenzio viene usato come un’arma punitiva nei confronti del partner.
  • Incolpare il partner: il passivo-aggressivo non si assume mai le proprie responsabilità, ma tende ad incolpare altre persone delle conseguenze delle proprie azioni, del proprio fallimento e della propria infelicità.
  • Procrastinazione: il passivo-aggressivo tende a posticipare i propri doveri o impegni, ancora una volta nel tentativo di non assumersi le proprie responsabilità. Quando è in ritardo o non si presenta agli appuntamenti, trova sempre delle scuse.
  • Vittimismo: il passivo-aggressivo si lamenta in continuazione di come viene trattato. Si tratta di un modo per distogliere l’attenzione dal vero problema (che non vuole affrontare), passando per la vittima – la parte lesa – e facendo ricadere la colpa sugli altri.
  • Paura dell’indipendenza: il passivo-aggressivo si mostra indipendente ed emotivamente distante, in quanto ha una paura profonda di diventare dipendente dal proprio partner.
  • Paura dell’intimità: il passivo-aggressivo non è in grado di fidarsi emotivamente o fisicamente. Per questo, non riesce mai a lasciarsi andare completamente all’intimità. E quando vede che si sta legando troppo da questo punto di vista, preferisce astenersi dai rapporti sessuali.
  • Sabotaggio e ostruzionismo: il passivo-aggressivo trova sempre il modo di creare ostacoli nella vita del proprio partner. Continua a posticipare le decisioni al fine di non soddisfare le esigenze altrui. Trova sempre qualcosa che non va e inventa scuse per venire meno ai suoi doveri.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Spesso, il soggetto non è consapevole del proprio atteggiamento e tale comportamento finisce per influire negativamente sulle proprie relazioni sociali, personali e lavorative. L’individuo passivo-aggressivo è praticamente incapace di mantenere o instaurare relazioni sane. Ciò può ripercuotersi significativamente su diverse sfere della propria vita. Per esempio, può creare problemi sul lavoro e con i colleghi, in famiglia e con il proprio partner e con amici e conoscenti. I comportamenti del soggetto passivo-aggressivo possono portare all’esasperazione di chi gli sta intorno.

Il comportamento passivo-aggressivo può essere associato a determinati disturbi psichici, quali:

  • Disturbi d’ansia;
  • Depressione;
  • Disturbo da deficit di attenzione e iperattività;
  • Disturbo bipolare;
  • Schizofrenia;
  • Disturbi di personalità borderline o narcisistico;
  • Dipendenza da alcol o altre sostanze.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.

Gestire le persone passivo-aggressive non è sempre facile, in quanto sono manipolative. Tuttavia, è possibile adottare determinati accorgimenti, quali:

  • Individuare il comportamento passivo-aggressivo e notare come ci si sente con questa persona. Questi soggetti, spesso, fanno sentire in colpa gli altri, fanno provare rabbia e frustrazione, ma anche esasperazione e disperazione.
  • Mantenere un atteggiamento positivo, non ricambiando il passivo-aggressivo con il suo stesso comportamento. A volte, per disinnescare il passivo-aggressivo, può essere utile ignorarlo e mostrargli indifferenza. Non alimentandolo, sarà portato a mettersi in discussione da solo e a correggere il proprio comportamento.
  • Spiegare al soggetto passivo-aggressivo che si può parlare del problema senza rischi. Solitamente, tali individui temono la reazione degli altri. Temono di essere sgridati, rifiutati o quant’altro. Per questo, mettono in atto comportamenti passivo-aggressivi. È necessario, quindi, fargli capire che non rischiano nulla ad aprirsi e a parlare delle proprie emozioni, del proprio disaccordo o della propria reazione di fronte ad un problema. Al contrario, è la via giusta per costruire un dialogo costruttivo e una relazione sana.
  • Spiegare al soggetto che deve assumersi le proprie responsabilità. Come già accennato, questi soggetti attuano comportamenti passivo-aggressivi proprio per eludere le proprie responsabilità. È necessario mostrarsi empatici, ma allo stesso tempo impedire loro di passarla sempre liscia. Se non si fa notare al soggetto il suo stesso atteggiamento, lui continuerà a comportarsi nello stesso modo sempre. Per questo, è opportuno fargli notare che ha delle responsabilità e dei compiti da portare a termine, nonostante continui a rimandare o a trovare delle scuse.
  • Ricompensare il soggetto quando si pone nel modo giusto. Rivolgere apprezzamenti al passivo-aggressivo quando si comporta nel modo giusto può aiutare. Tuttavia, è necessario non risultare sarcastici, in quanto si otterrebbe l’effetto opposto. Per esempio, se riesce ad arrivare in orario ad un appuntamento, a seguito di numerosi ritardi, può essere utile ricompensarlo con un complimento sincero.
  • Riflettere sul proprio comportamento. Per evitare di alimentare gli atteggiamenti passivo-aggressivi, può essere utile riflettere se stiamo incoraggiando o innescando questo tipo di comportamento. Oppure, è opportuno riflettere su come disinnescare tali situazioni e costruire, così, una dinamica o una relazione più sana.
  • Stabilire dei limiti con il passivo-aggressivo. Essere troppo indulgenti con questi soggetti può ripercuotersi sulla propria salute mentale, in quanto l’aggressività passiva è una vera e propria forma di abuso. È necessario fissare dei limiti e mettere in chiaro che non si tolleri tale comportamento o le sue conseguenze.
  • Comunicare in modo assertivo. Quando si ha a che fare con un soggetto passivo-aggressivo, l’assertività è fondamentale. È necessario esprimere in modo chiaro, rispettoso ed efficace le proprie emozioni e i propri pensieri, così da poter costruire un dialogo sano con il soggetto. In questi casi, è indispensabile saper ascoltare e non incolpare o accusare il passivo-aggressivo, ma accettare il suo stato d’animo. In questo modo, sarà più facile aprirsi al confronto.
  • Chiedere aiuto, se necessario. Quando la situazione con il soggetto passivo-aggressivo diventa insostenibile, in quanto si ripercuote sensibilmente sulla propria vita, è necessario rivolgersi ad un professionista, come lo psicologo. L’esperto saprà aiutarvi a gestire meglio la relazione con il passivo-aggressivo. In questi casi, sarebbe opportuno incoraggiare il soggetto a frequentare delle sedute di psicoterapia.

Disclaimer: l’elenco proposto potrebbe non essere esaustivo.

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