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Modificato e recensito clinicamente da THE BALANCE Squadra
Fatto verificato

Umore altalenante e spiccata tristezza, marcato pessimismo e svogliatezza, disturbi del sonno, ritiro sociale e modifica delle proprie abitudini di vita: la depressione è un disturbo della sfera psicologica che può manifestarsi con un ampio ventaglio di sintomi fisici e psicologici, che nella loro forma più grave possono arrivare a interferire significativamente con il normale svolgimento delle attività quotidiane. 

Disturbo diagnosticato con crescente frequenza, si stima che i suoi sintomi affliggano circa il  5% nella popolazione italiana di età superiore ai 15 anni. Non è raro, quindi, che la nostra cerchia di persone possa includere persone che soddisfino i criteri per la diagnosi di depressione

Aiutare una persona che conviva con questo disturbo può rivelarsi complicato. Oltre alle resistenze legate alla vergogna e incoraggiate da uno stigma sociale ancora forte, spesso le persone depresse si mostrano refrattarie a qualsiasi offerta d’aiuto, mostrando soventemente un atteggiamento difensivo, al limite della “protezione” del proprio stato emotivo e mentale. 

E’ possibile aiutare una persona depressa quando rifiuta ogni aiuto? Come possiamo vincere le sue resistenze per accompagnarla in un percorso di crescita che la conduca al di fuori di questa condizione? E’ davvero impossibile guarire dalla depressione senza ricorrere all’utilizzo di farmaci? 

Nell’ era moderna, la depressione sembra aver assunto connotati epidemici. Secondo l’Istat, oltre il 3% della popolazione italiana adulta fa esperienza di sintomi depressivi su base quotidiana, e più del 10% soffrirà di depressione nel corso della propria vita. 

Il disturbo depressivo è una condizione dai tratti beffardi, spesso capace di presentarsi in forme diverse e nascondersi anche al soggetto stesso, che non raramente si renderà conto dello proprio stato mentale solo di fronte a palesi cambiamenti nel proprio stile di vita.

Aiutare una persona alle prese con episodi depressivi presenta quindi un primo, palese ostacolo: riconoscere i campanelli d’allarme di questo disturbo nell’atteggiamento di chi abbiamo intorno. Non è insolito che una persona riesca a nascondere la propria condizione anche alle persone più vicine: la depressione può manifestarsi in diverse forme, di cui solo una parte rientra nell’idea comunemente associata al soggetto depresso. Capita spesso infatti che di fronte a delle difficoltà nel gestire il proprio tono umorale, una persona adotti un atteggiamento reattivo, abbracciando abitudini che ad un occhio inesperto potrebbero non sembrare sospette. 

La gestione della depressione può avvenire attraverso diverse strategie, ma sebbene sia teoricamente possibile riuscire a mascherare un disturbo del tono dell’umore, nella maggioranza dei casi al deterioramento dello stato mentale ed emotivo fanno seguito importanti cambiamenti il nelle abitudini quotidiane.

Le cause della depressione possono essere diverse, ma riconducibili a due macrocategorie: psicologiche e fisiologiche. Rientrano fra le cause psicologiche moltissime possibili situazioni, come uno stato di forte insoddisfazione lavorativa o personale, convinzioni disfunzionali sulla propria persona, sulle proprie capacità o sulle prospettive future, delusioni amorose ed instabilità finanziaria, problemi di salute e molto altro. 

Ma sebbene la depressione si manifesti come un disturbo psicologico, le sue cause non sono sempre da ricondursi a dei pattern di pensiero disfunzionali del soggetto. In una percentuale minore dei casi, il disagio può anche essere la conseguenza di uno squilibrio fisiologico, come disturbi gastrointestinali, alterazione del microbiota intestinale, squilibri ormonali, disturbi della tiroide, malattie infiammatorie a carattere cronico. 

A prescindere dalla causa del disturbo, tuttavia, ciò che accomuna virtualmente ogni forma di depressione, è la percezione soggettiva di uno stato di forte malessere, riconducibile ad un disturbo della normale chimica del sistema nervoso centrale e in particolar modo dei neurotrasmettitori associati alla gratificazione e alla motivazione. L’instaurarsi di un nuovo equilibrio chimico, porta il soggetto a cercare delle strategie per migliorare il proprio stato mentale ed emotivo, ed è proprio nell’attenta osservazione del comportamento di una persona vicina che possiamo notare alcuni importanti indizi che tradiscano uno stato depressivo. 

I comportamenti tipicamente associati alla depressione, sono solitamente volti ad evitare i normali impegni quotidiani, o a ricercare una gratificazione istantanea, spesso a breve termine. 

Una persona che stia vivendo un periodo di depressione, può mostrare alcuni cambiamenti comportamentali, fra cui: 

  • aumento del consumo di alcol (quantità o frequenza)
  • aumento del tabagismo (quantità o frequenza)
  • utilizzo o abuso di sostanze stupefacenti
  • promiscuità sessuale o calo improvviso della libido e della frequenza di rapporti sessuali
  • disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia)
  • marcata riduzione o aumento dell’attività sportiva
  • eccessiva trascuratezza del proprio aspetto fisico

In alcuni casi, il disagio percepito può spingere il soggetto a fare uso di psicofarmaci, per il miglioramento del tono umorale. La sempre maggiore facilità di reperimento di composti antidepressivi (come gli Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina), ha reso comune il fenomeno dell’auto somministrazione, una pratica che aumenta sensibilmente il rischio di effetti collaterali. 

Sebbene nell’immaginario collettivo la persona depressa venga dipinta come tendenzialmente svogliata e prona all’isolamento, è bene ricordare che una minore ma consistente parte dei soggetti affetti da depressione adotta strategie di tipo reattivo. In questi casi, lo stato di disagio mentale può favorire l’adozione di una serie di abitudini opposte a quelle che normalmente si riscontrano nei pazienti con disturbi del tono umorale, e che possono rendere più difficile la diagnosi.

In generale, il sostanziale e repentino cambiamento di un’abitudine, specie se consolidata e in mancanza di una motivazione apparente, può essere considerato un campanello d’allarme. E’ importante inoltre notare che la presenza di cluster, ovvero di un insieme di più sintomi, aumenta le probabilità di uno stato di reale sofferenza. 

Una volta superato il primo scoglio ed individuati i segni di una possibile depressione in una persona a noi vicina, è importante trovare il modo di aprire un dialogo con essa. Per prima cosa, è bene accertarsi dell’effettivo stato mentale della persona. 

In molti casi, un approccio troppo diretto potrebbe spingere il soggetto ad adottare un atteggiamento difensivo, e a giustificare le sue nuove abitudini con fermezza. In un primo momento, possiamo limitarci a dire a chi abbiamo davanti di aver notato un suo cambiamento nell’ultimo periodo, domandando se vi sia una motivazione in particolare. 

Nel caso in cui la persona mostri disponibilità a parlare del suo stato mentale, possiamo raccogliere maggiori informazioni sulle motivazioni dietro al suo disagio. 

  • Sembri giù di corda ultimamente, cosa ti preoccupa?

In fase di confronto, è bene mostrarsi disposti ad ascoltare e dare sostegno alla persona depressa. Nel farlo, non solo la incoraggeremo a condividere dettagli sul suo stato mentale e sulle motivazioni alla base del suo disagio, rendendo così più efficaci i nostri tentativi di aiuto, ma andremo già ad operare un cambiamento nello stato mentale ed emotivo mostrandoci disposti a sostenerla e aiutarla. 

Nel tentare di aiutare qualcuno alle prese con un basso tono dell’umore, è importante sia mostrare vicinanza emotiva (già di per sé capace di migliorare lo stato della nostra persona cara), quanto la volontà di aiutarla. Per farlo, possiamo chiedere in maniera diretta di cosa abbia bisogno. 

  • Come posso aiutarti in questo momento? Di cosa hai bisogno?

E’ molto importante distinguere le giuste sollecitazioni, dai tentativi di “motivazione” solitamente infruttuosi che rischiano non solo di peggiorare lo stato del soggetto, ma anche di spingerlo ad un maggiore isolamento. 

La depressione si distingue dalla tristezza sia per l’entità delle sensazioni negative, sia per il carattere pervasivo delle stesse. Il disturbo del tono umorale non va inoltre confuso con la svogliatezza, solitamente mostrata da soggetti che scansano le normali mansioni quotidiane senza perdere occasione di indugiare nelle attività più piacevoli. Nel cercare di capire come comportarsi con una persona depressa, è importante non rivolgersi ad essa come ad una persona triste o svogliata, cercando di far leva su: 

  • senso di colpa (ma non ti vergogni a passare la giornata in casa mentre gli altri lavorano?);
  • ottimismo (Vedrai che tutto si risolverà da sé, non preoccuparti). 

Sebbene mossi dalle migliori intenzioni, questi commenti possono far sentire il soggetto ancora più incompreso e solo, e portare ad un peggioramento del suo stato mentale. 

A seconda dell’entità del disturbo depressivo, si possono adottare differenti strategie. Solitamente, la vicinanza fisica ed emotiva tende a lenire la sintomatologia e a migliorare la situazione. In un secondo momento, si può tentare di coinvolgere la persona cara in qualsiasi attività che possa avere un effetto positivo sulla sua condizione: attività sportiva, uscite in contesti sociali, viaggi, e via discorrendo. 

Nell’assistere una persona depressa, è importante aiutarla a trovare nuovi stimoli, per rieducare l’attenzione e far sì che essa venga direzionata su attività piacevoli e convinzioni potenzianti, piuttosto che rinforzare i pattern disfunzionali. 

Non è raro che il soggetto affetto da depressione si dimostri restio a condividere i propri pensieri con le persone a lui vicine, spesso adottando un atteggiamento difensivo anche aggressivo, invitando gli altri a farsi i fatti propri

In molti casi, aprirsi con uno sconosciuto può risultare più semplice che farlo con una persona con la quale si abbia uno stretto rapporto. Nel caso in cui i sintomi depressivi non si risolvano nel giro di qualche settimana, possiamo invitare la persona cara a rivolgersi ad uno psicologo per discutere l’inizio di una terapia. Nel farlo, è bene evitare di utilizzare un tono impositivo, ma mostrarsi sempre comprensivi: 

Può capitare a tutti di provare un forte dolore, e capisco che non sia facile aprirsi con le persone più vicine. Forse potresti provare a parlare con qualcuno che possa aiutarti ad uscirne.

I sintomi depressivi possono non essere facilmente individuabili anche dalle stesse persone che vivano il disturbo. 

La depressione si manifesta sempre con dei sintomi, e sebbene l’autodiagnosi possa risultare a volte più difficile del riconoscimento dello stesso disturbo in altre persone, prestando attenzione possiamo notare in noi stessi i pattern solitamente associati alla condizione. 

La depressione tende a manifestarsi con un impoverimento generalizzato delle convinzioni sulla vita e su noi stessi, che si riflette principalmente in una riduzione generalizzata della qualità di vita e del grado di godimento delle stesse attività precedentemente ritenute piacevoli. Pensieri ricorrenti come le cose non miglioreranno mai, non valgo abbastanza, non alla fine andrà tutto male, devono essere un motivo di ulteriore analisi. 

La mappatura delle proprie abitudini può fornire importanti indicazioni: quali sono le nostre attività preferite? Quanto tempo vi abbiamo dedicato negli ultimi 6 mesi? Proviamo lo stesso piacere nel farle che provavamo in precedenza? Com’è cambiata la nostra vita sociale? Abbiamo voglia di uscire? 

La presenza di cambiamenti sostanziali senza alcuna spiegazione apparente, ed un calo del tono dell’umore, devono far sorgere il sospetto di una possibile depressione, specie se in presenza di disturbi del sonno, alimentari, o entrambi. 

Cosa fare se si è depressi? La gestione della propria situazione potrebbe risultare allo stesso tempo più semplice e più complessa rispetto all’aiutare una persona a noi vicina.

Il primo passo nella gestione ed eliminazione della sintomatologia depressiva, è il riconoscimento delle cause reali. In alcuni casi, le motivazioni possono essere palesi : delusioni lavorative o sentimentali, incertezza finanziaria, problemi di salute nostri o di persone care, possono facilmente minare l’equilibrio del nostro umore. 

Per prima cosa, è importante capire che non sono gli avvenimenti di per sé ad esercitare un effetto (positivo o negativo) sul nostro stato mentale, ma è la nostra interpretazione. A cosa è dovuto, realmente, il nostro disagio?

Nel caso di una delusione sentimentale, possiamo prestare attenzione alle interpretazioni che abbiamo dato a quell’avvenimento. Che cosa significa, per noi, la fine di un amore? Significa forse che non troverò mai più l’amore, o che non c’è persona che voglia stare con me, sarò per sempre solo ? Se ci accorgiamo di aver dato un tale significato a questo avvenimento, è bene intervenire quanto prima per interrompere il circolo vizioso che porta ai sintomi depressivi. 

Alla radice dei disturbi dell’umore, c’è spesso un insieme di convinzione a carattere generalizzato, con accezione negativa. Che cos’è che ci fa pensare che la fine di una relazione debba coincidere la solitudine eterna? Quali sono altre possibili interpretazioni? 

La fine di un amore può essere vista come un momento di lutto e scoraggiamento, ma anche come un’occasione di riflessione e miglioramento. Forse, è arrivato il momento di domandarsi se il nostro amore perduto fosse veramente il compagno di vita adatta a noi, e rimettere in discussione il modo in cui scegliamo le persone a cui accompagnarci. Oppure, possiamo chiederci quali abitudini abbiano portato al triste epilogo della relazione, quali siano stati i nostri errori, e in che modo possiamo imparare da essi. In sostanza: quali lezioni possiamo trarre da questa nostra esperienza? E in che modo possiamo far sì che la nostra prossima relazione sia un trionfo di amore e complicità? 

Se lo stato depressivo è legato ad elementi di disturbo presenti nella sfera lavorativa o finanziaria, evidenziate le convinzioni ed i significati ad essi associati, dopodiché elaborate nuove e più positive interpretazioni. La perdita di un lavoro potrebbe essere vista come una tragedia finanziaria e personale, o come l’occasione per cominciare una nuova carriera lavorativa e trovare finalmente la stabilità finanziaria che cercavate da tempo. 

Ricordate che nulla contrasta l’effetto deleterio delle convinzioni negative come l’aggiunta di nuove opzioni per affrontare una situazione. Quali abilità professionali dovreste acquisire per avere accesso a nuove opportunità lavorative? Quali nuovi comportamenti potreste adottare per far funzionare la vostra prossima relazione? 

I sintomi depressivi sono spesso legati ad un dialogo interno depotenziante. Prestate attenzione al modo in cui vi parlate e ed etichettate gli avvenimenti nella vostra vita, e cercate in ogni situazione di trovare un’interpretazione che abbia un effetto positivo sulla vostra salute mentale. 

FAQs

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