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La dispnea ansiosa è un disturbo di respirazione che viene scaturito dall’ansia, da una forte preoccupazione e da un’intensa agitazione. Può comportare la comparsa di numerosi sintomi e può essere innescata da diverse situazioni e contesti. Talvolta, può essere difficile da identificare, in quanto la mancanza d’aria può essere sintomo di diverse patologie. In questo articolo, approfondiremo la dispnea da ansia, le relative cause e la sintomatologia annessa. Scopriremo, inoltre, come riconoscerla e quali sono i trattamenti disponibili.

La dispnea ansiosa si riferisce alla mancanza d’aria, alla difficoltà di respirazione e alla sensazione di fame d’aria associate all’ansia. Per capire se si tratta di dispnea ansiosa, essendo sintomo anche di altre patologie e disturbi, è fondamentale prendere in considerazione la situazione in cui si manifesta. Questa condizione, in genere, compare in momenti di forte stress e preoccupazione ed è accompagnata dai sintomi caratteristici dell’ansia, come tachicardia, sudorazione eccessiva, senso di oppressione al petto, tremori e quant’altro.

I sintomi della dispnea ansiosa possono variare da individuo a individuo e non tutti li manifestano allo stesso modo o con la stessa intensità. In genere, la sintomatologia comprende:

  • Iperventilazione (respirazione accelerata);
  • Sensazione di oppressione toracica;
  • Nausea o fastidio allo stomaco;
  • Frequenti sbadigli;
  • Senso di soffocamento o fame d’aria;
  • Affanno;
  • Sensazione di nodo in gola;
  • Palpitazioni;
  • Senso di svenimento;
  • Vertigini;
  • Tensione muscolare;
  • Tremori;
  • Irrequietezza o irritabilità;
  • Sudorazione eccessiva.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

Questo tipo specifico di dispnea è causato dall’ansia. L’ansia è una reazione fisiologica dell’organismo, che in condizioni normali aiuta il soggetto a rispondere velocemente a uno stimolo pericoloso. Essa rappresenta, quindi, l’evoluzione dell’istinto di sopravvivenza nell’uomo. Si tratta della cosiddetta reazione “attacco o fuga”, che in caso di pericolo reale favorisce l’attivazione dell’organismo per salvaguardare la propria incolumità. Tuttavia, l’ansia diventa patologica quando queste reazioni si attivano anche in assenza di un reale stimolo minaccioso. Il soggetto ansioso percepisce come pericolose situazioni innocue, motivo per cui il suo corpo risulta sempre in uno stato di allerta.

In linea generale, sono 3 le principali situazioni che possono generare la dispnea ansiosa, quali:

  • Situazione emotiva impegnativa, come un attacco di panico, un disturbo psicosomatico, l’ansia da prestazione o uno stato d’ansia anomalo;
  • Disturbo psichico che attiva la dispnea ansiosa, come l’ansia psicogena;
  • Cronicizzazione della dispnea ansiosa, come in caso di depressione o di iperventilazione cronica.

Possono essere molteplici i fattori che scatenano la dispnea ansiosa, come:

  • Un modo particolare di percepire la vita. Per esempio, quando ci si sente soffocati in una quotidianità che non ci appartiene.
  • I conflitti irrisolti del passato, che non vengono affrontati adeguatamente, possono ripresentarsi a distanza di tempo e pesare come dei macigni.
  • Gli attacchi di panico scatenati da motivazioni psicologiche, come nel caso delle fobie.
  • L’ansia sociale, caratterizzata da forte disagio e paura marcata in contesti sociali in cui si teme di essere giudicati, di mostrarsi imbarazzati o di apparire ridicoli o incapaci.
  • I disturbi depressivi, che alterano l’umore e possono causare modificazioni nella respirazione.

È bene ricordare che anche i pazienti asmatici, nonostante la loro difficoltà di respirazione sia dovuta a una causa organica, possono soffrire di episodi di dispnea ansiosa, legati a timori circa la propria condizione.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi necessariamente esaustive.

Quando la reazione di “attacco o fuga” viene innescata, l’organismo aumenta la frequenza respiratoria, dando quindi la sensazione di mancanza d’aria, per incrementare i livelli di ossigeno nel sangue. Questi ultimi vengono aumentati per favorire un maggiore apporto di ossigeno ai muscoli, cosicché il soggetto si attivi e possa scappare più velocemente dal pericolo imminente o contrattaccare. Tuttavia, il tentativo di introdurre più ossigeno nel corpo comporta uno squilibrio tra ossigeno inspirato e anidride carbonica espirata, facendo diminuire i livelli di quest’ultima nel sangue.

Ciò significa che, quando si respira velocemente, si espira più anidride carbonica di quanta se ne possa produrre. Per tale motivo, quando vi è una diminuzione di anidride carbonica, insorgono sintomi fisici come vertigini, formicolio e perdita di coscienza temporanea. Al contempo, anche la frequenza cardiaca e la temperatura corporea aumentano per favorire l’attivazione dell’individuo. Tuttavia, non essendoci un pericolo reale, questa sintomatologia non fa altro che aumentare i livelli di stress e di agitazione, causando l’esacerbazione del disturbo e creando un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

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Può essere difficile riconoscere la dispnea da ansia, in quanto la mancanza d’aria può essere sintomo di condizioni e patologie più gravi. Tra queste, ricordiamo:

  • Asma;
  • Polmonite e altre infezioni polmonari;
  • Covid-19;
  • Embolia polmonare;
  • Malattia coronarica;
  • Infarto del miocardio;
  • BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva);
  • Pericardite;
  • Insufficienza cardiaca;
  • Enfisema polmonare;
  • Aritmia cardiaca;
  • Fibrosi polmonare.

Per capire se la dispnea è causata dall’ansia, occorre considerare il contesto in cui si manifesta e i sintomi da cui è accompagnata. Se il soggetto soffre d’ansia, si trova in una situazione fortemente stressante e presenta fame d’aria, tachicardia, tremori, sudorazione e quant’altro, è molto probabile che si tratti di dispnea ansiosa.

Anche la durata del fenomeno aiuta a capire se la dispnea è causata dall’ansia. In questo caso, la mancanza d’aria è di breve durata, da circa 30 a 60 minuti o finché il soggetto non mette in atto strategie per controllare lo stato ansioso. A tal proposito, un terzo fattore per riconoscere la dispnea da ansia è legato al momento in cui il fenomeno cessa, che coincide con l’abbassamento del livello di ansia.

In breve, i segnali che aiutano a riconoscere la dispnea ansiosa includono:

  • Persona ansiosa;
  • Breve durata della condizione;
  • Ripresa della normale respirazione nel momento in cui lo stato ansioso cessa o diminuisce;
  • Riduzione della dispnea quando si adottano le tecniche per gestire l’ansia.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.

Dispnea ansiosa e asma sono due condizioni facilmente confondibili, in quanto entrambe causano problemi di respirazione. Tuttavia, esistono delle importanti differenze tra i due disturbi:

  • Asma:
    • È un disturbo infiammatorio delle vie aeree caratterizzato da respiro affannoso e sibilante, tosse e oppressione toracica.
    • Viene provocata da allergeni, infezioni o sostanze irritanti.
    • La sintomatologia ansiosa (come tachicardia, sudorazione e tremori) è meno frequente e perlopiù correlata a timori legati alla condizione.
    • I broncodilatatori sono utili per gestire i sintomi dell’asma.
  • Dispnea ansiosa:
    • Non è causata da un’infiammazione, ma da fattori psicologici.
    • Viene provocata da forte stress e preoccupazione.
    • I sintomi ansiosi (tremori, tachicardia, senso di svenimento, ecc.) sono di severa entità e diminuiscono con la riduzione del fattore scatenante.
    • I broncodilatatori non servono ad attenuare la dispnea da ansia.

Per essere certi che si tratti di dispnea ansiosa e non di asma, è necessario rivolgersi al proprio medico per una valutazione. L’asma, infatti, se trascurata, può avere serie ripercussioni sulla salute dell’individuo.

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Esistono diversi modi per superare la dispnea ansiosa, come la terapia farmacologica, la psicoterapia e le tecniche di rilassamento. Quando il disturbo diventa invalidante e compromette il funzionamento quotidiano del soggetto, i medici possono optare per la somministrazione di farmaci appositi, come ansiolitici o antidepressivi. Il tipo di medicinale e la posologia vengono determinati dallo specialista, in base alla gravità della condizione, a seguito di un’attenta valutazione del paziente. Tuttavia, i farmaci non rappresentano la cura al disturbo, ma servono solamente per gestire la sintomatologia.

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Per comprendere le cause della dispnea ansiosa e trovare il trattamento più adeguato, è necessario intraprendere un percorso di psicoterapia. Alcuni degli approcci più efficaci nel trattamento dell’ansia e, quindi, delle sue manifestazioni fisiche, come la dispnea, includono:

  • Terapia cognitivo-comportamentale: si basa sull’identificazione degli schemi di pensiero e di comportamento disfunzionali, per poi trasformarli in altri più sani e adattivi. Questo approccio è volto ad eliminare i timori eccessivi e i comportamenti di controllo e di evitamento, tipici dei disturbi d’ansia. Alcune tecniche impiegate possono includere:
    • Ristrutturazione cognitiva: vengono identificati e indagati i pensieri che innescano e mantengono lo stato ansioso, come le convinzioni infondate di pericolo o la catastrofizzazione di eventi spiacevoli.
    • Esposizione graduale: il paziente viene esposto gradualmente e in un ambiente sicuro allo stimolo percepito come pericoloso, così da confrontarsi con le proprie paure e privarle della carica negativa che innesca lo stato di allerta.
  • Terapia psicodinamica: si basa sull’elaborazione dei conflitti inconsci e sull’analisi delle relazioni passate per comprendere la fonte dell’ansia. Questo approccio aiuta il paziente a diventare consapevole di tali conflitti inconsci e ad elaborarli in modo più sano, così da ridurre la sintomatologia ansiosa. Alcuni approcci psicodinamici efficaci includono:
    • Terapia breve strategica: utilizza tecniche come la codifica dei sogni, la rielaborazione narrativa e l’interpretazione dei sintomi, per individuare e risolvere rapidamente i conflitti inconsci che generano lo stato ansioso e la sintomatologia annessa.
    • Approccio analitico funzionale: si focalizza sull’eliminazione degli schemi di pensiero disfunzionali e sull’elaborazione dei traumi psicologici e relazionali che stanno alla base dell’ansia.
  • Terapia sistemico-relazionale: si concentra sull’analisi delle relazioni interpersonali per individuare le dinamiche disfunzionali che hanno condotto allo sviluppo della sofferenza ansiosa. Questo approccio è volto alla modifica dei comportamenti relazionali del paziente e dei suoi familiari, per favorire una maggiore stabilità emotiva e migliorare la comunicazione, la condivisione delle responsabilità e l’empatia. Per fare ciò, al fine di promuovere il benessere dell’individuo, possono essere impiegate diverse tecniche, come:
    • Analisi della comunicazione e della relazione;
    • Identificazione dei modelli di interazione disfunzionali;
    • Individuazione di strategie per la gestione dell’ansia;
    • Sviluppo di competenze comunicative e di problem solving.

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Per superare la dispnea da ansia, imparare a gestire lo stress e ridurre i sintomi ansiosi, è possibile praticare specifiche tecniche di rilassamento, come:

  • Rilassamento muscolare progressivo: aiuta ad alleviare la tensione muscolare causata dall’ansia. Questa tecnica si basa sul tendere gruppi di muscoli (in un ordine preciso) mentre si inspira e sul rilassamento di queste fasce muscolari quando si espira.
  • Mindfulness: aiuta ad acquisire una maggiore consapevolezza del momento presente (il “qui e ora”), per regolare le emozioni, essere più tranquilli e concentrati, ridurre ansia e stress e migliorare la qualità del sonno.
  • Training autogeno: aiuta a infondere un profondo senso di rilassamento attraverso l’autosuggestione di una sensazione di calore e pesantezza lungo tutto il corpo. Questa genera una distensione muscolare, che induce il riposo fisico e mentale. Questa tecnica è particolarmente utile nella gestione dell’ansia e dei relativi sintomi, dello stress, degli attacchi di panico e dell’insonnia.
  • Visualizzazione: consiste nell’evocazione mentale di immagini, luoghi o esperienze rilassanti, attivando i 5 sensi. Questa tecnica induce calma e rilassamento e aiuta ad alleviare i sintomi dell’ansia. È particolarmente utile in situazioni di forte stress, in quanto permette di estraniarsi da un luogo che reca disagio, per entrare in una dimensione mentale che doni pace e serenità. Una volta che ci si è tranquillizzati, è possibile ritornare al momento presente e riaprire gli occhi.

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Quando si sperimenta un attacco d’ansia con fame d’aria, è possibile riportare la respirazione a un ritmo normale adottando alcune strategie. Innanzitutto, è fondamentale mantenere la calma e praticare degli esercizi di respirazione. Questi sono volti a ridurre l’eccesso di ossigeno introdotto nei polmoni a causa dell’iperventilazione, così da normalizzare i livelli di anidride carbonica nel sangue. Per esempio, si potrebbe provare a:

  • Respirare dentro un sacchetto di carta: questa tecnica aiuta a inspirare l’anidride carbonica che si è appena espirata. Si consiglia di alternare un minuto di respirazione nel sacchetto e uno fuori.
  • Trattenere il respiro per pochi secondi: aiuta a normalizzare la sensazione di mancanza d’aria.
  • Respirare con una sola narice: aiuta a rallentare il pattern respiratorio. Per essere efficace, bisogna tenere chiusa la bocca e l’altra narice.
  • Respirare col diaframma: la respirazione diaframmatica aiuta a ridurre i livelli di stress e agitazione, nonché infonde calma e rilassamento. Di conseguenza, anche la frequenza respiratoria si stabilizza.

Tuttavia, è bene ricordare che questi esercizi non rappresentano la cura della dispnea ansiosa. Per ridurre o eliminare il disturbo, infatti, è indispensabile andare all’origine del problema e capire con uno specialista cosa causa l’ansia e, di conseguenza, i sintomi correlati.

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