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Modificato e recensito clinicamente da THE BALANCE Squadra
Fatto verificato

Il disturbo paranoide di personalità è una malattia mentale, che porta chi ne soffre a percepire la realtà in modo distorto e a pensare cose che non sono reali, come avere la convinzione di essere perseguitati, minacciati o che il partner li tradisca, per esempio. Questi soggetti vivono, quindi, in un costante stato di allerta e tensione, percependo il mondo o le persone circostanti come un nemico o un pericolo da cui difendersi. A contraddistinguere tale disturbo è il fatto che i sentimenti di diffidenza, sfiducia e sospetto che hanno nei confronti degli altri sono del tutto ingiustificati. Continua a leggere per conoscere più nel dettaglio la patologia, i sintomi, le cause e i trattamenti più adeguati.

Il disturbo paranoide di personalità rientra, secondo il DSM-IV (Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali), nei disturbi di personalità. Si tratta di una patologia psichica, di natura cronica, caratterizzata da sentimenti di sfiducia, diffidenza e sospetto nei confronti degli altri, senza una causa reale, concreta, tangibile e supportata da prove definitive. Questi soggetti sperimentano il cosiddetto “delirio lucido”, ossia una condizione in cui si ha una percezione distorta della realtà, ma senza che vi sia anche una distorsione della logica di pensiero. Tali deliri, infatti, non compromettono le facoltà intellettive dell’individuo, né sono associati ad allucinazioni.

Paranoia

Gli individui che soffrono del disturbo paranoide di personalità tendono ad interpretare le parole, le azioni e le motivazioni degli altri in maniera malevola. Sono, quindi, sovrastati da pensieri fissi di persecuzione e di minaccia, nonché da timori di essere in qualche modo danneggiati. Queste costruzioni di pensiero sembrerebbero attribuibili ad un uso eccessivo del meccanismo di difesa della proiezione, messo in atto come strategia di adattamento. L’individuo, quindi, proietta verso l’esterno delle proprie caratteristiche ritenute negative, percependo così un ambiente ostile e pericoloso per la propria sopravvivenza.

Inoltre, la paranoia può essere anche un sintomo di altri disturbi psichiatrici, come il disturbo bipolare e alcune forme di schizofrenia. Tuttavia, il disturbo paranoide di personalità può essere distinto da questi ultimi, in quanto non presenta manifestazioni di tipo psicotico, come le allucinazioni.

I sintomi della paranoia sono molteplici e possono manifestarsi in maniera relativamente differente da un individuo all’altro. Tendenzialmente, però, il soggetto paranoico percepisce la presenza di un pericolo o di una sorta di aggressione nei propri confronti, che lo mette in uno stato di allerta e tensione costante, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Per esempio, può pensare di essere perseguitato, seguito o pedinato. Queste persone soffrono, quindi, di pensieri paranoidi, ossia idee distorte e disfunzionali relative agli altri o alle loro azioni, quali:

  • Pensare che si parli alle proprie spalle o che sia spiato da organizzazioni di qualche tipo;
  • Pensare che qualcuno voglia ferirlo o ucciderlo;
  • Pensare che gli altri utilizzino un linguaggio in codice per minacciarlo in segreto;
  • Pensare che le persone stiano cercando di fargli fare brutte figure o escluderlo;
  • Pensare che gli altri stiano cercando deliberatamente di irritarlo o infastidirlo;
  • Pensare che le altre persone vogliano sottrargli soldi o beni di sua proprietà;
  • Pensare che le proprie azioni o parole siano intercettate dagli altri;
  • Pensare di essere controllato in continuazione, dagli altri o addirittura dal governo.

Spesso, il soggetto non è consapevole dei propri pensieri paranoidi. Per questo, nelle prime fasi della malattia tali pensieri non sono facilmente identificabili. Tuttavia, esistono dei criteri per cui tali pensieri sono considerati paranoidi, quali:

  • Nessuno all’infuori del soggetto paranoide condivide il pensiero sospettoso;
  • Esistono prove che contrastano tale pensiero e non esistono prove definitive che lo supportino;
  • Il sospetto del paziente persiste nonostante le rassicurazioni altrui;
  • Il sospetto è basato su eventi o sentimenti ambigui;
  • È improbabile che il soggetto sia stato preso di mira.

In genere, i sintomi della paranoia comprendono:

  • Incapacità di mettersi nei panni degli altri;
  • Difficoltà a distinguere la realtà oggettiva dal proprio mondo interiore;
  • Difficoltà a relazionarsi con gli altri a causa delle distorsioni di pensiero;
  • Presenza di sentimenti di rabbia e di rancore verso le altre persone;
  • Identificare negli altri il “nemico”;
  • Sentimenti di sfiducia e di diffidenza;
  • Comportamenti ostili;
  • Isolamento sociale;
  • Considerare le congetture come dati di fatto incontrovertibili;
  • Tensione costante;
  • Convinzione che i pensieri (che innescano la paranoia) siano reali;
  • Eccessivo bisogno di controllare gli altri, per evitare di essere “usato o manipolato”;
  • Continua ricerca di significati nascosti;
  • Ipervigilanza;
  • Evitamento preventivo;
  • Delirio paranoico;
  • Essere estremamente sensibili alle critiche;
  • Forte stress;
  • Sviluppo di altri disturbi connessi, quali ansia e depressione.

Disclaimer: gli elenchi forniti potrebbero non essere esaustivi.

La paranoia è un’esacerbazione di un tratto presente nell’uomo, il sospetto. Tuttavia, diventa un disturbo vero e proprio quando tale sospetto, come abbiamo già sottolineato, si fa esagerato e ingiustificato. Alcuni esempi di paranoia possono comprendere:

  • Un soggetto paranoico convinto che tutti ridano di lui può trovare conferma del suo pensiero nei sorrisi della gente incontrata per strada.
  • Un soggetto paranoico convinto di essere tradito dal partner può interpretare il ritardo nel tornare dal lavoro come una prova del tradimento.
  • Un soggetto paranoico che è convinto di essere seguito può considerare le persone che compiono ogni giorno la sua stessa tratta degli agenti sotto copertura che lo stanno tenendo sotto controllo o quant’altro.
  • Un soggetto paranoico potrebbe essere convinto che il proprio medico gli abbia causato una malattia di proposito;
  • Un soggetto paranoico potrebbe essere convinto di non piacere ad un insegnante solo perché ha ottenuto un voto negativo. Nella sua mente, l’insegnante lo odia e per questo l’ha punito.

Disclaimer: si ricorda che le informazioni fornite sono solo a titolo di esempio e, pertanto, potrebbero non essere esaustive.

Le cause del disturbo paranoide di personalità possono essere molteplici e attribuibili alla combinazione di diversi fattori, quali:

  • Fattori sociali: le prime interazioni con i caregiver o con i coetanei possono influenzare il pensiero del soggetto, fino a renderlo paranoico;
  • Fattori psicologici: alcune condizioni, come la presenza di altri disturbi psichici, traumi infantili non superati, l’assunzione di droghe o alcol, possono favorire lo sviluppo di una personalità paranoide;
  • Fattori ambientali: eventi o situazioni di pericolo diffuse dai media, come attacchi terroristici, episodi di violenza o commissione di crimini, possono fungere da innesco di pensieri paranoici;
  • Fattori genetici ed ereditari: la familiarità con la patologia, ossia avere un componente in famiglia che soffre dello stesso disturbo o altri disturbi psichici, come ansia, depressione, fobie o schizofrenia, rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di una personalità paranoide.

Altri motivi per cui un soggetto può soffrire di paranoia includono:

  • Esperienze durante l’infanzia: possono creare insicurezza e problemi di autostima nel bambino, che lo porteranno in età adulta a diffidare dalle altre persone o alla costruzione di pensieri paranoici;
  • Esperienze di vita passate: alcune situazioni particolarmente stressanti o momenti di vita in cui ci si sente più vulnerabili o isolati possono condurre a una distorsione di pensiero su di sé. Per esempio, episodi di bullismo e di furto possono instaurare il sospetto, che col tempo si tramuta in pensiero paranoico;
  • Salute mentale: altri disturbi di natura psicologica, come l’ansia, la depressione o la bassa autostima, possono portare allo sviluppo di una personalità paranoide, in quanto questi soggetti sono portati a leggere il mondo o gli eventi che li circondano in chiave negativa;
  • Malattie fisiche: alcune patologie fisiche, come il morbo di Parkinson, l’Alzheimer o altre forme di demenza, possono essere causa di paranoia;
  • Mancanza di sonno: può provocare paure, preoccupazioni, sentimenti di insicurezza e di sfiducia, nonché pensieri paranoidi;
  • Consumo di alcol e sostanze stupefacenti: possono avere tra gli effetti collaterali anche lo sviluppo della paranoia. Oltre all’alcol, tra le droghe che causano pensieri paranoici, è possibile menzionare la cocaina, la cannabis, l’ecstasy, l’LSD e le metanfetamine.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono necessariamente esaustive.

Ansia e paranoia sono due condizioni che possono ritrovarsi ad essere concomitanti in alcuni soggetti, ma si tratta di due disturbi diversi tra loro. Per esempio, un soggetto paranoico può mostrare comportamenti ansiosi e un individuo che soffre di ansia può manifestare un certo grado di paranoia, quando le preoccupazioni e i timori diventano eccessivi. Tuttavia, il paziente ansioso non sperimenterà la fase delirante tipica del disturbo paranoide. Le due condizioni possono essere in qualche modo correlate e vi può essere una compresenza delle stesse, ma è importante riconoscere che si tratta di due patologie a sé stanti.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.

Secondo il DSM-5, per diagnosticare il disturbo paranoide, il soggetto deve avere una “persistente sfiducia e sospettosità verso gli altri”, con la presenza di 4 o più delle seguenti condizioni:

  • Sospetto ingiustificato che altre persone lo stiano sfruttando, ferendo o ingannando;
  • Preoccupazione con dubbi ingiustificati circa l’affidabilità degli amici o dei colleghi;
  • Riluttanza nel confidarsi con gli altri per timore che le informazioni siano usate contro di sé;
  • Errata interpretazione di osservazioni benevole o di eventi come denigrazioni nascoste, ostili o dal significato minaccioso;
  • Mantenere rancore per insulti, ferite o offese;
  • Disponibilità a pensare che il proprio carattere o reputazione siano stati attaccati e rapidità nel reagire con rabbia o nel contrattaccare;
  • Sospetti ricorrenti e ingiustificati che il coniuge o il partner siano infedeli.

Inoltre, i sintomi devono iniziare nella prima età adulta.

Disclaimer: l’elenco proposto non è necessariamente esaustivo.

Oltre all’aiuto professionale, familiari ed amici possono aiutare il soggetto paranoico in diversi modi:

  • Evitare di litigarci, ma ascoltarlo senza contraddirlo;
  • Evitare di parlare della sua paranoia (per non alimentare il suo delirio), ma cercare di comprendere le emozioni che sta provando;
  • Rendersi disponibili al dialogo, se vuole;
  • Aiutarlo a sentirsi più tranquillo e al sicuro;
  • Incoraggiarlo a mantenere uno spirito positivo;
  • Spronarlo ad adottare uno stile di vita sano (ridurre lo stress, dormire a sufficienza, seguire un’alimentazione varia ed equilibrata, fare attività fisica regolare e quant’altro);
  • Invitarlo ad esternare i propri pensieri, ad aprirsi e confidarsi;
  • Incoraggiarlo a rivolgersi ad uno specialista.

Disclaimer: le informazioni fornite non sono da considerarsi esaustive.

Il trattamento per curare la paranoia è, in genere, di tipo psicoterapico. Tuttavia, nella maggior parte dei casi, il paziente non è consapevole della propria condizione, in quanto convinto di essere nel “giusto” e che i propri pensieri siano corretti e reali. In questi casi, saranno i familiari o le persone vicine al soggetto a doverlo indirizzare verso uno psicologo per poter intraprendere il percorso di cura, non sempre facile per via della natura della patologia. Infatti, nel disturbo paranoide di personalità, il terapeuta può essere considerato l’ennesimo “nemico” da cui difendersi. Starà, quindi, all’esperto trovare l’approccio giusto per oltrepassare la barriera di difesa issata dal soggetto paranoico.

Solitamente, la terapia cognitivo-comportamentale si rivela essere il trattamento più indicato per queste patologie. Il paziente imparerà ad affrontare le problematiche tipiche del disturbo, individuando i comportamenti e i pensieri irrazionali per poterli sostituire con pensieri sani e funzionali, riprendendo così il controllo della propria vita.

Oltre ai colloqui individuali con lo psicoterapeuta, altre terapie possono risultare molto utili durante il percorso di cura, quali:

  • Terapia familiare: volta all’acquisizione di maggiore consapevolezza da parte della famiglia circa la natura della patologia e dei modi in cui aiutare e sostenere il proprio caro durante il percorso di guarigione;
  • Terapia di gruppo: la condivisione delle proprie preoccupazioni, del proprio vissuto e della propria esperienza con il disturbo con persone che soffrono della stessa patologia aiuta i pazienti a sostenersi a vicenda, a capire di non essere gli unici ad affrontare quel “male” e a non sentirsi da soli. Inoltre, è utile per aiutare il soggetto reintegrarsi nel tessuto sociale e recuperare i rapporti interpersonali che in genere la malattia mina, a causa della tendenza all’isolamento.

Talvolta, nei casi più severi, il disturbo paranoide di personalità può essere trattato anche con i farmaci. La terapia farmacologica prevede la somministrazione di stabilizzatori dell’umore in associazione con antipsicotici, nel caso in cui siano presenti comportamenti bizzarri o idee suicidarie.

Disclaimer: le informazioni fornite sono solo a titolo informativo e non intendono in alcun modo sostituirsi al parere medico.

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