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Modificato e recensito clinicamente da THE BALANCE Squadra
Fatto verificato

L’esaurimento nervoso, anche chiamato nevrastenia, è uno stato di stanchezza fisica e mentale che insorge a seguito di periodi di forti stress emotivi. Quando l’organismo non riesce a far fronte alle richieste provenienti dall’esterno, si verifica un accumulo di stress e tensione che, in seguito, danno origine all’esaurimento nervoso. I fattori scatenanti possono essere molteplici e possono variare da individuo a individuo, a seconda delle proprie capacità di adattamento e di risposta agli stimoli ambientali. Tra questi, è possibile ricordare fattori familiari, sociali, lavorativi, scolastici, economici e finanziari. La nevrastenia presenta una serie di sintomi, sia fisici che cognitivi, e può essere trattata grazie all’intervento combinato di psicoterapia e terapia farmacologica (se necessaria). In aggiunta, è possibile attuare diversi accorgimenti integrativi, al fine di ridurre la sintomatologia e migliorare le condizioni di vita del soggetto.

L’esaurimento nervoso o nevrastenia è uno stato generale di stanchezza e debolezza fisica e mentale. Secondo la comunità scientifica, l’esaurimento nervoso non è una patologia mentale riconosciuta a tutti gli effetti. Piuttosto, viene definita “crisi di salute mentale”. Per tale motivo, questa condizione non è presente all’interno del DSM. Quest’espressione è stata introdotta per la prima volta nel XIX° secolo da un neuropsichiatra americano, George Miller Beard, per indicare una condizione di fatica cronica.

L’esaurimento nervoso comporta l’insorgenza di una serie di sintomi fisici e mentali, tra cui difficoltà a concentrarsi, fatica eccessiva, stanchezza cronica, mal di testa, irritabilità, disturbi del sonno e quant’altro. Inoltre, la nevrastenia può presentarsi in seguito ad eventi particolarmente stressanti legati alla sfera lavorativa, personale, economica e finanziaria, familiare, scolastica e sociale. Con l’espressione “esaurimento nervoso”, ci si riferisce al totale consumo e svuotamento delle energie del soggetto. Solitamente, insorge in modo acuto e improvviso e i sintomi possono manifestarsi in maniera temporanea, ma può avere una certa durata nel medio-lungo periodo.

L’esaurimento nervoso compare a seguito di un forte stress. Se non scaricato adeguatamente, lo stress può dare origine ad un accumulo di grande tensione. Il che, a sua volta, può portare alla nevrastenia. Quando l’organismo del paziente non riesce a gestire gli stressor e non è in grado di adattarsi alla condizione di tensione, si manifesta un crollo mentale e fisico e possono comparire sintomi ansiosi o depressivi. A livello neurologico, questo si traduce con un forte squilibrio dei neurotrasmettitori (il normale scambio e comunicazione tra i neuroni non vengono esplicati correttamente). In termini pratici, si verifica uno squilibrio tra le richieste del mondo esterno e le capacità individuali di rispondere a tali stimoli.

Tra le possibili cause dell’esaurimento nervoso, vi sono:

  • Problemi finanziari (debiti, precarietà lavorativa, perdita del lavoro, ecc.);
  • Problematiche familiari (divorzi, separazioni, comunicazione assente, ecc.);
  • Crisi di coppia o rapporti interpersonali difficili;
  • Difficoltà lavorative o scolastiche;
  • Problemi di salute;
  • Morte di persone care;
  • Trauma fisico o abuso;
  • Calamità naturali;
  • Ansia;
  • Depressione;
  • Alcolismo;
  • Ipocondria;
  • Sindrome da deficit di attenzione e iperattività (ADHD);
  • Altri disturbi psichici.

Disclaimer: l’elenco fornito potrebbe non essere esaustivo.

Come già menzionato, la nevrastenia può causare una sintomatologia sia fisica che psichica. I sintomi fisici dell’esaurimento nervoso, riconducibili a periodi di forti stress emotivi, possono includere:

  • Indolenzimento;
  • Dolori muscolo-articolari;
  • Capogiri;
  • Vertigini;
  • Disturbi del sonno;
  • Difficoltà a rilassarsi;
  • Cattiva digestione;
  • Nausea;
  • Vomito;
  • Bruciore di stomaco;
  • Gonfiore addominale;
  • Tremori;
  • Mal di testa;
  • Palpitazioni;
  • Pressione alta o bassa;
  • Difficoltà respiratorie;
  • Mani screpolate;
  • Sudorazione.

È possibile fare un’ulteriore distinzione, in base ai sintomi neurologici e cognitivi dell’esaurimento nervoso, quali:

  • Apatia;
  • Svogliatezza;
  • Irritabilità;
  • Nervosismo;
  • Sbalzi di umore;
  • Profonda tristezza;
  • Cattivo umore;
  • Malinconia;
  • Incapacità a gestire la rabbia;
  • Paura generale;
  • Pessimismo e atteggiamento negativo;
  • Perdita di interesse;
  • Difficoltà di concentrazione;
  • Senso di smarrimento;
  • Fragilità emotiva;
  • Insicurezza;
  • Flashback;
  • Autolesionismo;
  • Isolamento.

Disclaimer: l’elenco dei sintomi non è da considerarsi necessariamente esaustivo.

La diagnosi di nevrastenia deve essere eseguita a seguito di appositi esami per escludere la natura organica del disturbo (per esempio, i sintomi possono essere causati da una patologia fisica), un’attenta anamnesi dello specialista e una scrupolosa valutazione psicologica. I criteri diagnostici sono spesso controversi, in quanto tale disturbo può essere facilmente confuso con altri problemi di natura psichiatrica.

Esistono diverse classificazioni. Per esempio, come già accennato, tale condizione non è presente nel DSM (Manuale Statistico e Diagnostico dei Disturbi Mentali), in quanto non è considerata un vero e proprio disturbo mentale. Altre classificazioni, invece, riconoscono l’esaurimento nervoso come categoria definita:

  • Diagnosi secondo l’ICD-10 (Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati): considera la nevrastenia come un tipo di fatica che insorge dopo un forte sforzo mentale ed emotivo, che compromette la vita lavorativa e quotidiana del paziente. Per confermare la diagnosi, il soggetto che ne soffre deve presentare almeno 2 dei seguenti sintomi:
    • Indolenzimento o dolore muscolare;
    • Capogiri;
    • Cefalea;
    • Disturbi del sonno;
    • Difficoltà a rilassarsi;
    • Irritabilità;
    • Dispepsia.
  • Diagnosi secondo la CCMD-3 (Chinese Classification of Mental Disorder): per confermare la diagnosi, il paziente deve presentare almeno 3 dei seguenti sintomi (i quali compromettono la vita lavorativa, scolastica, sociale o quotidiana del soggetto):
    • Debolezza fisica o mentale;
    • Irritazione e preoccupazione;
    • Eccitazione;
    • Dolore neuropatico;
    • Disturbi del sonno.
  • Diagnosi differenziale: l’esperto deve escludere alcune condizioni psichiche che possono presentare gli stessi sintomi della nevrastenia, come:
    • Disturbo d’ansia generalizzato;
    • Disturbo di panico;
    • Ipocondria (disturbo d’ansia per la salute);
    • Disturbi dell’umore;
    • Disturbo somatoforme;
    • Disturbo di somatizzazione;
    • Disfunzione sessuale;
    • Altre condizioni mediche che alterano la frequenza cardiaca, la pressione arteriosa, la sudorazione e le funzionalità intestinali.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

L’esaurimento nervoso compare improvvisamente e i suoi sintomi si verificano in maniera temporanea. Tuttavia, può protrarsi nel tempo se non trattato adeguatamente e condizionare o influenzare negativamente la vita del paziente. Per trattare la nevrastenia, è necessario combinare la psicoterapia (l’esperto aiuterà il paziente ad affrontare i propri problemi, insegnandogli come gestirli al meglio) e la terapia farmacologica (con antidepressivi, se necessari).

Per ridurre la sintomatologia, inoltre, è possibile attuare alcuni accorgimenti. Essendo tale condizione derivante da forti stress e preoccupazioni, la persona deve seguire uno stile di vita sano, volto al proprio benessere psicofisico. In particolare, dovrà:

  • Seguire un’alimentazione sana ed equilibrata;
  • Fare esercizio fisico regolare e costante;
  • Modificare i fattori stressanti della propria vita, come ridurre i ritmi lavorativi, evitare le attività stressogene e aumentare quelle piacevoli;
  • Imparare a gestire lo stress;
  • Parlare con i propri familiari della propria condizione;
  • Eliminare la colpevolizzazione di sé stesso;
  • Assumere integratori naturali per ridurre l’ansia e lo stress;
  • Prendersi cura di sé stesso, coltivando hobby, curando la propria igiene personale, prendendosi del tempo per sé, avendo amicizie valide e così via.

Nonostante gli stressor siano responsabili dell’insorgenza della condizione, purtroppo non basta ridurli o eliminarli del tutto per guarire dall’esaurimento nervoso. È necessario attuare diversi cambiamenti comportamentali, psicologici e cognitivi. In particolare:

  • Modificazioni comportamentali: è necessario riprendere gradualmente le attività quotidiane per contrastare l’inerzia della depressione e favorire la ripresa e un normale funzionamento. Per esempio, può essere utile monitorare le attività quotidiane, al fine da aumentare quelle piacevoli. Anche l’attività fisica, specialmente all’aria aperta, aiuta in questi casi. Infatti, è ormai ben noto che lo sport favorisce il rilascio di endorfine, le quali regolano l’umore. A ciò, si possono aggiungere esercizi di rilassamento e meditazione (come la mindfulness), specialmente se si manifestano anche sintomi ansiosi.
  • Interventi cognitivi: è necessario comprendere quali pensieri hanno portato all’esaurimento nervoso e quali mantengono il carico di stress e tensione. È opportuno riconoscere gli errori di ragionamento, le autocolpevolizzazioni e l’iper-responsabilità, per poter comprendere e modificare i pensieri disfunzionali che hanno dato origine al disturbo. Anche il continuo pensare e ripensare è deleterio. Infatti, occorre interrompere il rimugino per uscire da quel circolo vizioso che tiene la persona all’interno della depressione. Tali modificazioni di pensiero devono essere attuate durante il percorso con lo psicoterapeuta. Sarà proprio l’esperto a guidare il paziente e a fargli capire quali sono i pensieri disfunzionali, aiutandolo a trasformarli in pensieri sani e funzionali.
  • Problem solving: è necessario attuare un metodo strutturato di risoluzione dei problemi, in modo da comprendere il legame tra i sintomi e i problemi che affliggono il soggetto. Per evitare di sentirsi sopraffatti dai problemi, è opportuno “scomporre” i problemi maggiori, così da riuscire ad affrontarli e gestirli più facilmente.

Per quanto riguarda il trattamento fai da te, invece, è vivamente sconsigliato. Il paziente dovrà sottoporsi a psicoterapia non appena i sintomi faranno la loro comparsa. Si ricorda di non sottovalutare la propria salute mentale, in quanto se trascurata potrebbe causare spiacevoli conseguenze.

Disclaimer: le informazioni fornite potrebbero non essere esaustive.

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